SPETTACOLO

Coronavirus, Bocelli chiede scusa: “Non volevo generare sofferenza”

Dopo meno di 48 ore dal discusso intervento in Senato sul Coronavirus, Andrea Bocelli interviene con un video sulla propria pagina Facebook chiedendo scusa per le parole utilizzate in occasione del convegno dei “negazionisti” organizzato dal leghista Armando Siri e da Vittorio Sgarbi: “Se ho generato sofferenza, chiedo sinceramente scusa, perché proprio non era nelle mie intenzioni. Così come nelle mie intenzioni non era di offendere chi dal Covid è stato colpito”.

Il riferimento è a quel passaggio sul lockdown (che aveva confessato di avere violato) che aveva scatenato una serie di polemiche dopo il convegno a Palazzo Madama “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti”. Le dichiarazioni del cantante erano state le seguenti. “Conosco un sacco di gente, ma non conosco nessuno che sia finito in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?”. Poi, dopo la bufera mediatica, la marcia indietro. “Sono stato frainteso”, ha detto il tenore dal palco della Milanesiana, evento milanese diretto da Elisabetta Sgarbi. “Mi sono speso fin dal primo giorno per aiutare chi era in difficoltà. Sono stato frainteso, sono un ottimista e non un negazionista”.

La spiegazione di Bocelli sul Coronavirus: “La mia era una speranza nel futuro dei bambini”

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Nelle scorse ore, quindi, le scuse definitive su quelle parole sul Coronavirus, che Bocelli ora definisce “sciagurata pandemia” e non più “cosiddetta pandemia”. Questo il suo discorso in un filmato pubblicato sui social.

“Da sempre mi sono speso per combattere la sofferenza e l’ho fatto anche recentemente […]. Del resto, come sapete, la mia famiglia non è stata risparmiata dal virus: siamo stati tutti quanti contagiati e tutti quanti abbiamo temuto il peggio; perché nessuno può conoscere l’andamento di una malattia come questa, che è ancora oggi sconosciuta”.

E ancora: “Lo scopo del mio intervento al Senato era quello di sperare in un prossimo futuro in cui i bambini, soprattutto, possano ritrovare la normalità, possano sperare di vivere ‘da bambini’. Giocando tra loro, abbracciandosi, come devono fare i bambini per poter crescere sani e sereni. Questo solo era il senso del mio intervento. A tutti quelli che a causa del modo in cui mi sono espresso – sicuramente non il più felice – e dalle mie parole hanno trovato ragioni per sentirsi offesi o hanno sofferto per quello che ho detto, a loro chiedo sinceramente scusa. Le mie intenzioni erano tutt’altre, erano esattamente il contrario”.

Lorenzo Grossi

Classe '89, appassionato sin da piccolo di sport e scrittura. Già da "pischello" scrivevo come collaboratore per alcune testate giornalistiche a cui ho man mano affiancato radio, agenzie di stampa, tv e quotidiani cartacei. Ora è il momento di newsby! Nel carnet anche una breve ma intensa carriera di direttore di gara di calcio a 11.

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