Violenza sulle donne, il Cdm dà il via libera al disegno di legge

A quanto si apprende da fonti governative, il testo per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica è stato approvato

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newsby Alessandro Bolzani3 Dicembre 2021


A quanto si apprende da fonti governative, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica. Il testo in questione è stato preparato dalle ministre Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Fabiana Dadone ed Erika Stefani. Il disegno di legge, composto da 11 articoli, prevede che per alcuni dei reati contro le donne, in particolare nei casi di violenza domestica, i magistrati potranno procedere anche d’ufficio.

Violenza sulle donne, previste pene più severe

Il testo indica anche che l’organo di polizia che procede a seguito di denuncia o querela in ambito di violenza domestica è tenuto a comunicarlo al prefetto competente. Ciò deve avvenire “qualora dai primi accertamenti emergano concreti e rilevanti elementi di pericolo di reiterazione della condotta”. Il prefetto può adottare “misure di vigilanza dinamica, da sottoporre a revisione trimestrale, a tutela della persona offesa”. Il disegno di legge, inoltre, contiene una nuova ipotesi di fermo per i reati di stalking e violenza sessuale. È prevista anche una stretta decisa sull’ammissione condizionata della pena, che sarà possibile solo se il reo abbia compiuto un percorso di recupero. Un’altra misura è il carcere per chi manomette il braccialetto elettronico. Infine, le forze dell’ordine sono tenute ad informare la vittima nel caso in cui il suo aggressore sia in procinto di essere scarcerato.

La tutela delle vittime

Il disegno di legge contiene anche delle maggiori tutele per le donne che denunciano una violenza. Queste dovrebbero attivarsi nei casi più gravi, senza andare a stravolgere l’esistenza delle vittime. Questa misura, fortemente voluta dalla ministra Mariastella Gelmini, stabilisce che, in caso di pericolo concreto, le forze dell’ordine debbano avviare l’iter per disporre una vigilanza a tutela della persona che ha fatto la denuncia.


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