Ddl Zan addio: testo affossato
in Senato dopo il sì alla ‘tagliola’

La proposta di saltare il voto sui singoli articoli e andare direttamente alla votazione finale, presentata da Lega e Fratelli d’Italia, raccoglie 154 sì su 288. Zan, prima della seduta, aveva dichiarato: “Se passa, la legge è morta”

newsby Lorenzo Grossi27 Ottobre 2021


Doveva essere il giorno della verità per il ddl Zan e alla fine così è stato. La proposta di legge contro l’omotransfobia viene di fatto affossato in Senato a metà giornata di mercoledì 27 ottobre, dopo un teso dibattito a Palazzo Madama. La votazione si conclude con il sì alla ‘tagliola’, procedimento che blocca la discussione perché interrompe la votazione sugli articoli per andare direttamente al voto finale. Sono stati 154 i sì alla proposta di stop, 131 i contrari e 2 gli astenuti.

Nel corso della mattinata erano falliti tutti i tentativi di compromesso. Il passaggio decisivo quando la presidente Casellati ha riferito che erano state presentate due richieste di “non passaggio all’esame degli articoli” e che la richiesta di voto segreto sulla cosiddetta ‘tagliola’ era stata ammessa. Il conto dei voti è stato fino all’ultimo sul filo di lana. Davide Faraone di Italia Viva si era esposto contro la tagliola; il centrodestra si era schierato per il blocco ma con alcune defezioni all’interno di Forza Italia.

 

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Zan: “Alla Camera approvato testo con voto segreto, i numeri c’erano anche in Senato”


Non c’era la volontà da parte del Senato di approvare questa legge. Non c’era nessuna possibilità di raggiungere un accordo, altrimenti la Lega e Fdi non avrebbero proposto la tagliola”. Così l’Onorevole dem e promotore del disegno di legge, Alessandro Zan, fuori palazzo Madama dopo il voto sul ddl Zan. “Io ho detto chiaramente che la maggioranza alla Camera ha approvato la legge anche con il voto segreto, i numeri li avremmo avuti anche al Senato se qualcuno non si fosse sfilato”, ha concluso.

Zan: “Pagina nera per democrazia Paese, IV ha flirtato con destra sovranista”


Quella di oggi è una pagine nera per la nostra democrazia e per i diritti“. Così l’onorevole democratico dopo il voto sul Ddl Zan. “Il Senato ha deciso di essere lontano dal Paese reale che ha chiesto una legge contro i crimini d’odio“. “Questa battuta di arresto non annovera l’Italia tra i Paesi più civili” continua Alessandro Zan, promotore del disegno di legge. “Noi avevamo aperto ad una mediazione, ma la destra non ha accettato la nostra richiesta, dimostrando di essere più vicina ad orban che a quelli più civili“. E aggiunge: “Purtroppo una forza politica si è sfilata dalla maggioranza della camera e ha flirtato con la destra sovranista. Stessa cosa l’ha fatta Forza Italia, solo per un gioco per il Quirinale. Questa battuta di arresto non ci ferma. Noi abbiamo prodotto una coscienza dei diritti che non può essere fermata. La strada per i diritti civili in Italia è segnata“, conclude Zan.

La discussione scaturita dall’intervento di Calderoli


L’andamento della giornata sul ddl Zan si comincia a intuire con l’arrivo degli interventi degli esponenti di centrodestra, compatto per una volta. A dettare la linea è il leghista Roberto Calderoli, profondo conoscitore del regolamento del Senato. “Ho proposto e rivendico il no al voto sugli articoli perché questa non è una discussione, spiega a metà mattinata. “Ormai siamo alla rissa. Si tratta di un testo che dovrebbe tutelare e va a toccare la libertà di espressione e di culto. Calpesta tutti i diritti fondamentali della nostra carta. Mi appello a tutti perché nel segreto dell’urna ci si possa esprimere liberamente”, dice l’ex vicepresidente del Senato presentando la cosiddetta ‘tagliola’. “Questo non è un voto truffa o una trappola, dico al collega Zan, ma meglio una porcata di questa legge, aggiunge.

Ddl Zan, la ‘rassegnazione’ del Partito Democratico


L’altro artefice della richiesta procedurale è Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia), il quale invita “il Parlamento a presentare una nuova legge, proviamo a fare una cosa tutti insieme. Se ci state facciamo insieme una mozione contro gli stati islamici dove l’omofobia è punita con la pena di morte nel vostro assoluto silenzio”, è l’affondo. Per lui l’attuale ddl Zan è “liberticida, e finisce col discriminare la libertà di pensiero”. Un “bavaglio”.


Dall’altra parte, il Partito Democratico va a muso duro, anche se i margini di accordo sono evidentemente saltati: “Oggi si vuole cercare l’occasione per sbarazzarsi di una legge con un atto di violenza”, dice in aula la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando. “La nostra richiesta è una sola: consentire che il Parlamento prosegua questa discussione. Noi abbiamo posto una sola condizione, ossia che non si può lasciare indietro nessuno: non può essere argomento della discussione scegliere chi tutelare e chi no. L’oggetto della discussione odierna invece è sbarazzarsi di una legge, per segnare forse qualche punto”. Andrea Marcucci aggiunge. “Il sì alla tagliola ci lascia sorpresi, da parlamentare e cittadino mi scuso”.


L’unica apertura arriva da Davide Faraone, di Italia Viva, che mentre si sta scivolando verso il voto dichiara: “Noi voteremo contro il non passaggio agli articoli, auspicando che la legge rimanga nei binari del Senato e che la legge possa ripartire”, perché “deve essere discussa dai senatori e non in piazza. È un ramoscello d’ulivo dopo giorni in cui il partito di Renzi ha tenuto alta la tensione, ma evidentemente gli schieramenti al voto sono ormai fatti.

Forza Italia è divisa: il no di Elio Vito

Il centrodestra si muove compatto, con l’appoggio anche di Forza Italia. Tuttavia i mal di pancia serpeggiano anche da quel lato dell’emiciclo. “Il presidente Berlusconi mi ha onorato tempo fa della nomina a responsabile del dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia”, spiega Elio Vito rispetto all’ipotesi di affossamento del ddl Zan già in mattinata. “La cronaca di questi mesi, è purtroppo piena di episodi di violenza ai danni di persone Lgbt, picchiati perché camminavano mano nella mano, si baciavano, portavano una borsa arcobaleno. Per questo, se Fi dovesse votare il non passaggio agli articoli del ddl Zan, una legge che contrasta proprio odio, discriminazioni e violenze, a malincuore, ma per coerenza, non potrei più mantenere l’incarico affidatomi da Berlusconi”.


La colpa è chiaramente del Partito Democratico che ieri ha chiesto di ritirare la proposta di non passaggio agli articoli. Noi abbiamo chiesto, assieme a Faraone, di posticipare la discussione alla prossima settimana per verificare se sugli articoli 1, 4 e 7 si potesse portare avanti una modifica. La loro ostinazione ha portato a far sì che questo testo non potrà essere affrontato per i prossimi sei mesi”. Così il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, fuori palazzo Madama dopo il voto sul ddl Zan. “Le modifiche si fanno in Senato e non nello studio di Fazio. Zan doveva consigliare maggiore realismo al suo partito, se lo avesse fatto oggi avremmo avuto una legge”, ha continuato.

Conte: “Qualcuno non ha messo la faccia, la dice lunga sui diritti civili”


Sul ddl Zan “Non è una pagina bella della nostra storia, si stava votando su un provvedimento contro le discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale. Questo voto registra un passo indietro del Parlamento nei confronti della maturità del Paese, c’è qualcuno che non ci ha messo la faccia e questo la dice lunga sulla sensibilità per i diritti civili”, così commenta il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, il sì alla tagliola dal Senato sul ddl Zan.

Ddl Zan, Luxuria: “Vorrei conoscere le facce di chi ha votato a favore della tagliola”


Io vorrei conoscere le facce di chi ha votato a favore della tagliola“. Così Vladimir Luxuria fuori da Montecitorio a seguito del voto sul Ddl Zan. “Vorrei sapere i falsi alleati del centro sinistra e del M5S. Chi sono e perché? Ci devono mettere la faccia. Io continuerò a indossare i colori della rainbow. Qualcuno pensa che ci metteremo a lutto, neri come i loro cuori, ma sbagliano” continua Luxuria. E conclude: “Noi continueremo ad essere combattivi. Oggi le istituzioni non rappresentano una nazione che vuole essere più civile“.

Ddl Zan, Bonino: “Non era una legge perfetta. Ora è in coma profondo”


Secondo me il Ddl Zan è in coma profondo perché il regolamento prevede che non si può riaprire la discussione prima di sei mesi. Mi sembra di capire che la maggioranza è in fibrillazione, ammesso che esista ancora. Mi sembrano prove tecniche per voti segreti per il prossimo Presidente della Repubblica“. Così la senatrice Emma Bonino fuori Palazzo Madama. “A mio modesto parere non era una legge perfetta, ma era diventato un dato identitario“.

Ddl Zan, Malpezzi: “Brutto giorno per Paese. Fedeli ha chiesto dimissioni? Ha smentito”


Il voto di oggi ha dimostrato che tutta la destra non voleva una legge contro i crimini d’odio. Oggi è un brutto giorno per tutto il nostro Paese“. Così la Capogruppo dem al Senato, Simona Malpezzi, fuori Palazzo Madama. “Fedeli chiede le mie dimissioni? Mi sembra che abbia subito smentito. Io ho convocato il gruppo e discuteremo, ma non mi sembra che mi siano state chieste. Italia Viva ci spiegherà il perché alla Camera hanno votato il provvedimento e al Senato no. Il Pd è stato compatto come gruppo e posso garantirlo“. Mentre sulla richiesta del centro destra di fa slittare di una settimana la discussione dice: “Che cosa sarebbe cambiato? Dovevano togliere la tagliola e allora avremmo potuto far slittare il tutto anche di due settimane“.


Tag: Ddl Zantagliola