Ddl Zan affossato. I partiti di centrosinistra cercano un “colpevole”

Il Pd e il Movimento 5 Stelle puntano il dito contro Italia Viva. Renzi rispedisce al mittente le accuse, tacciando gli avversari di “arroganza” e “incapacità politica”

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Matteo Renzi
newsby Alessandro Bolzani28 Ottobre 2021


Sono trascorse più di 24 ore dall’approvazione della “tagliola” per il ddl Zan, troppo poche per smaltire la delusione o l’entusiasmo (a seconda delle proprie posizioni), ma sufficienti a realizzare che la legge, di fatto, è stata affossata. Mentre il centrodestra celebra quella che vede come una propria vittoria, dall’altra parte della barricata si tende a puntare il dito verso i propri “vicini”, alla ricerca di un colpevole. La tensione tra il Partito Democratico e Italia Viva è più forte che mai, come testimoniano le recenti dichiarazioni di Renzi e Letta.

Renzi: “Il ddl Zan è fallito per colpa del Pd e del M5S”

Dopo il voto di ieri, sia il Pd che il Movimento 5 Stelle hanno puntato il dito verso Italia Viva, attribuendole il fallimento del ddl Zan. Oggi, Matteo Renzi ha respinto le accuse ai mittenti. “Il ddl Zan è fallito per colpa, responsabilità e scelta del Pd e del M5S”, ha dichiarato l’ex premier. “Avverto il bisogno di dire come sono andate ieri le cose sul ddl Zan. Da qualche ora siamo oggetto di una campagna mediatica e social vergognosa. È la dimostrazione di come il populismo e la violenza verbale possano ribaltare la realtà dei fatti”, ha sottolineato Renzi.

“Contano i voti dei parlamentari, non i like degli influencer”

Per il leader di Italia Viva sono state “l’arroganza” e “l’incapacità di fare politica” del Pd e del M5S a segnare il destino del ddl Zan. “Per fare politica servono i voti dei parlamentari, non i like degli influencer. Bisogna prendere il voto di chi lavora in Parlamento e rappresenta il Paese”, ha aggiunto. “Da maggio chiediamo di trovare un’intesa. A luglio ho detto che non ci sono i numeri e sono stato oggetto di attacchi. L’accordo era a portata di mano a luglio, quando Pd e M5S decisero di rinviare la discussione del ddl Zan a dopo le elezioni amministrative”, ha raccontato Renzi.

Martedì c’è stato un tavolo al Senato, sapendo che la destra aveva messo in campo una pregiudiziale che, se votata, avrebbe portato alla fine del ddl Zan. Noi ci siamo battuti per evitare il problema e il voto segreto, abbiamo cercato disperatamente di salvare tutto. Martedì, alla riunione del Senato, Zan e gli esponenti Pd e 5 Stelle hanno detto ‘questo è il testo, prendere o lasciare’. Con questa scelta suicida hanno distrutto il ddl Zan”.

Letta: “Sancita rottura di fiducia con Italia Viva”

Dal canto suo, Enrico Letta ha dichiarato che “nella giornata di ieri si è sancita una rottura di fiducia a tutto campo. Con Italia Viva, ma anche con tutta la parte che ha votato in quel modo”. Parlando a Radio Immagina, il segretario del Pd ha raccontato che, dopo il voto della tagliola, “Italia Viva ha subito iniziato a prendersela con noi. Chi reagisce così ha qualcosa da nascondere. Una reazione così vocale, sguaiata, la dice lunga”.

“Con il no al ddl Zan, l’Italia si è allineata con Polonia e Ungheria”

In tanti mi hanno detto che avremmo dovuto negoziare. Ma al di là dei tatticismi, le reazioni di ieri chiariscono tutto. L’applauso sgangherato del Senato dimostra che coloro che hanno affossato il ddl Zan non lo volevano. Quella di ieri era una trappola organizzata per far saltare tutto”, ha aggiunto Letta. “Se, come io penso e spero, partirà una iniziativa di raccolta firme per un disegno di legge d’iniziativa popolare, noi saremo accanto a quella raccolta firme. Siamo disponibili a mettercela tutta per un disegno di legge popolare che riprenda il ddl Zan. Il Paese è molto più avanti del Parlamento che ha dimostrato di avere gli occhi, i piedi e il cuore al Novecento. Noi andiamo avanti”.

L’Italia si è allineata alla Polonia e all’Ungheria e questo è triste. L’immagine dell’applauso sgangherato dopo il voto è l’immagine di cosa sarebbe il nostro Paese se ci fosse una maggioranza guidata da Salvini e Meloni”, ha dichiarato Letta. “Io sono orgoglioso di stare dall’altra parte”.


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