Nuovi motivi di ansia in diverse zone del mondo per quanto riguarda la campagna vaccinale anti Coronavirus, che rischia di subire nuovi rallentamenti per ragioni di cautela. Da un lato, infatti, la Danimarca ha deciso di sospendere in maniera definitiva le somministrazioni del vaccino AstraZeneca. Nel frattempo negli Stati Uniti è il Johnson & Johnson a finire in maniera importante sotto la lente d’ingrandimento degli esperti.
Martedì scorso, infatti, le autorità regolatorie americane hanno deciso per lo stop cautelativo del vaccino Johnson & Johnson. Una decisione presa dopo che sei donne avevano denunciato rari casi di trombosi in seguito alla somministrazione. Sulla vicenda un gruppo di esperti del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia sanitaria americana, ritiene necessario avere ulteriori dati.
Per questo motivo ha rinviato la decisione sulla ripresa delle somministrazioni con Johnson & Johnson, riservandosi ulteriore tempo per prendere una decisione più ponderata. Media americani, citati dall’Ansa, parlano di una riunione che dovrebbe verificarsi nei prossimi 7-10 giorni. L’agenzia riferisce anche però che i rischi del vaccino potrebbero essere mitigati con adeguati avvertimenti. Il rinvio è stato oltretutto deciso da una commissione consultiva del Cdc, un gruppo di esperti indipendenti.
A fare rumore è però anche la decisione della Danimarca, che sospenderà definitivamente l’uso del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. A comunicarlo è stata l’emittente televisiva pubblica Tv2, che ha anche preannunciato la diffusione di un programma aggiornato delle vaccinazioni. E questo non vedrà la presenza del farmaco della compagnia anglo-svedese.
L’utilizzo di AstraZeneca in Danimarca era stato sospeso l’11 marzo, come ricorda l’Ansa. Lo Stato scandinavo aveva preso tale decisione per approfondire i possibili legami tra il vaccino ed episodi di coaguli, rari ma gravi. Con l’esclusione di AstraZeneca, il programma di vaccinazione potrebbe non essere completato prima della fine dell’anno. Lo affermano gli esperti citati dal Copenaghen Post. Ma ora è l’intera Europa (e non solo) a temere ulteriori problemi e ritardi. Nonostante il freschissimo rilancio che Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha garantito.
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