Ha senso pagare per un alloggio su Airbnb e poi non ha andarci? Ma, ancora più importante, perché qualcuno dovrebbe interessarsi a una casa per le vacanze in Ucraina in questo momento? Per dare una risposta a entrambe le domande è necessario parlare di un’iniziativa che ha preso piede negli ultimi giorni.
Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, molte persone hanno iniziato a cercare dei modi per aiutare chi sta vivendo un momento difficile. C’è chi, come Don Giuseppe Tedesco, ha affrontato un duro viaggio per portare in Italia alcuni profughi. Altri hanno partecipato alle raccolte di beni di prima necessità (farmaci, vestiti, alimenti ecc.) organizzate in tutta Italia. Infine, non è mancato chi è ricorso a mezzi ancora più ingegnosi per dare il proprio supporto. Uno di questi riguarda l’uso del portale online Airbnb.
Un uso di Airbnb diverso dal solito
Tramite Airbnb chiunque può entrare in contatto con dei privati che mettono a disposizione un alloggio o una camera per brevi periodi. La piattaforma è presente un po’ in tutto il mondo e rappresenta una valida alternativa a soluzioni più tradizionali come hotel e guest house.
È stata proprio la presenza di vari appartamenti in affitto su Airbnb in Ucraina a dare a un buon numero di persone l’idea di usare il portale online per supportare economicamente i civili colpiti dalla guerra. Vari utenti hanno iniziato a prenotare degli alloggi nelle città martoriate dal conflitto, senza avere alcuna reale intenzione di andarci. Una coppia, per esempio, ha prenotato un appartamento a Kiev dal 3 al 10 marzo e ha contattato la proprietaria per fornirle una spiegazione. “Ciao Maria, io e mia moglie abbiamo appena prenotato il tuo appartamento per una settimana, ma ovviamente non verremo lì. Lo abbiamo fatto solo per farti avere un po’ di soldi”.
HOW TO HELP – just booked a Kiev AirBnb for 1 week, simply as a means of getting money directly into the hands of Kiev residents. It’s really cheap and can make a small difference right now. Please share this idea #Ukraine #Russia #StopWarInUkraine #StopPutinNOW #UkraineRussiaWar pic.twitter.com/7yQDLYRkph
— DiMaggio.eth (@DimaggioEth) March 3, 2022
L’iniziativa è stata pubblicizzata su Twitter ed è stata imitata da alcuni utenti. Uno di loro ha persino contattato Airbnb per chiederle di rinunciare ai costi di servizio per gli alloggi in Ucraina, così da permettere ai proprietari di ricevere l’intera somma. La richiesta è stata accolta, come comunicato da una portavoce del portale online. “Apprezziamo la generosità della nostra community in questo momento di crisi”, ha dichiarato.
La stessa Airbnb si sta muovendo per dare una mano all’Ucraina. Lunedì la piattaforma ha promesso che offrirà in maniera gratuita degli alloggi a breve termine per 100mila rifugiati ucraini. “Siamo certi che gli host e i guest di tutto il mondo saranno pronti a fare la loro parte in questo enorme sforzo per aiutare le persone in fuga dall’Ucraina”, ha dichiarato Airbnb in una nota.