Berlino alza la voce contro Ungheria e Polonia dopo il veto sul Recovery Fund e sul Bilancio europeo. Il ministro degli Affari europei tedesco e presidente di turno del Consiglio Ue, Michael Roth, ha dichiarato. “Chiedo a tutti, nell’Ue, di essere responsabili, non è tempo di veti ma di agire velocemente ed in uno spirito di solidarietà. In caso di blocco, gli europei pagherebbero un prezzo alto. Restiamo impegnati a risolvere le questioni” pendenti “al più presto”.
L’Ungheria e la Polonia, dopo le proteste dei premier Viktor Orban e Mateusz Morawiecki contro la nuova clausola sulla condizionalità legata al rispetto stato di diritto, avevano ricorso al potere di veto e avevano bloccano l’accordo sul prossimo bilancio europeo. Che è un passaggio cruciale nella procedura per arrivare al più presto al vaglio dei parlamenti nazionali e via libera finale al bilancio e al Recovery fund per la ripresa dalla crisi causata dal Covid.
Il no è arrivato dagli ambasciatori dei due Paesi del blocco di Visegrad durante la riunione del Coreper, che riunisce i 27 rappresentanti degli Stati membri. È stata bloccata anche la decisione sulle risorse proprie, che deve essere approvata dagli Stati prima di essere ratificata dalle autorità di bilancio nazionali ed entrare in vigore. Questa è la base giuridica per costituire la garanzia per il finanziamento del Recovery Plan.
L’entrata in vigore di Bilancio e Recovery, spiegano fonti Ue, potrebbe a questo punto essere bloccata del tutto o ritardata. Come confermato del resto dal viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Mentre è fuori discussione una riapertura dei negoziati col Parlamento europeo sullo Stato di diritto. Ora la questione dovrebbe essere discussa dai capi di Stato e di governo, con ogni probabilità, nella videoconferenza del 19 novembre, che avrebbe dovuto essere dedicata alla pandemia.
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