Nucleare, dibattito aperto: botta e risposta Germania-Ue, Italia spaccata

Il governo tedesco esclude il nucleare dalle fonti di energia con cui puntare al Net Zero, Ursula von der Leyen risponde. Spaccature evidenti pure in Italia

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(Pixabay)
newsby Marco Enzo Venturini14 Gennaio 2022


Nucleare sì o no? Il dibattito continua a infuriare in Europa, ma anche in Italia. Le opinioni sono estremamente divergenti, e spaziano dalla necessità di rinnovare il sistema energetico con fonti più ecosostenibili alla cautela nei confronti di modalità storicamente pericolose. E il dibattito si è rinnovato in queste ore con un botta e risposta tutto tedesco, tra il governo della Germania e Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea.

Nucleare: il “no” tedesco e la risposta dell’Europa

Come Governo federale tedesco, nei prossimi giorni presenteremo la nostra dichiarazione alla Commissione Ue. Questa dichiarazione includerà un chiaro #no all’inclusione del nucleare nella #tassonomia“, ha scritto su Twitter la portavoce dell’esecutivo Scholz, Susanne Körber. Il governo della Germania, a guida socialista, include infatti i Verdi da sempre contrari a tale soluzione energetica tra quelle ecosostenibili.

L’Unione europea, come noto, si è posta però tre obiettivi: ricerca e sviluppo di tecnologie per la minimizzazione delle scorie radioattive; realizzazione di impianti nucleari di nuova generazione; estensione del funzionamento delle attuali centrali. Il doppio intento è quello di raggiungere il “Net Zero” (nessun disavanzo tra le emissioni di anidride carbonica e la sua relativa rimozione) e abbattere i rifiuti tossici.

Superare rapidamente l’utilizzo del carbone sporco è decisivo – ha ammonito Ursula von der Leyen in un’intervista per ‘Die Zeit’. Questa fonte contribuisce tuttora alla produzione del 30% di elettricità in Germania. Dobbiamo creare una transizione a un Pianeta con il 100% di energia rinnovabile, ma per farlo serve un ponte. Avremo bisogno di gas e nucleare fin quando non avremo a sufficienza energie rinnovabili come l’idrogeno“.

Un tema che divide l’Italia (e la maggioranza)

Il problema è molto sentito anche in Italia, dove le spaccature ideologiche sul tema imperversano anche tra le forze dell’attuale maggioranza. Tra i più severi spicca Beppe Grillo. “Introdurre all’interno della tassonomia verde europea la produzione di energia da gas fossile e da nucleare è folle. Il Governo deve opporsi, in tutte le opportune sedi a livello europeo. La transizione all’energia pulita è l’unica strada da percorrere!“, è l’intervento su Twitter del fondatore del M5s.

Nel settembre del 2021 il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, aveva evidenziato la necessità di “studiare” a proposito della possibilità di allestire in Italia “mini-reattori” di nuova generazione. Matteo Renzi definì le sue parole “sacrosante” e Matteo Salvini si disse addirittura non contrario a costruirli in Lombardia. Molto severo rimase invece il M5s, granitico sul “no” al nucleare. I cui vantaggi e svantaggi sono elencati in questo articolo, sebbene il dibattito prosegua. Tanto in Italia quanto in tutto il resto d’Europa.


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