Non ci sarà accordo tra i sindacati del mondo dell’aerotrasporto e Ita, nuova compagnia di bandiera chiamata a prendere il posto di Alitalia. È l’epilogo più amaro per una vicenda esplosa all’improvviso e che si è sviluppata con una crescente inquietudine tra i dipendenti della vecchia compagnia. Che speravano in un esito che non si concretizzerà più.
“Il Presidente di Ita, Alfredo Altavilla, esprime il rincrescimento per l’impossibilità di arrivare ad un accordo“, si legge nella nota della nuova compagnia. E nel comunicato si sottolinea che tale impossibilità è “motivata dal perdurare di pregiudiziali puramente formali che nulla hanno a che fare con il merito e la bontà del progetto relativo alla nascita di Ita e che rispecchiano consuetudini e linguaggi non più attuali“.
La questione, come noto, riguardava i circa 10 mila dipendenti Alitalia sul cui futuro occupazionale incombeva un inquietante nuvolone nero. Tanto più che la nuova compagnia ha messo sotto contratto circa 2.800 lavoratori, assunti tramite newco. E questa situazione non cambierà. Ita ha infatti confermato “l’intenzione di procedere all’assunzione delle 2.800 persone attraverso l’applicazione di un regolamento aziendale“.
Una situazione che gli ex dipendenti Alitalia già avevano messo in conto da agosto, tanto da dare vita a un presidio. A loro sostegno c’erano i sindacati che avevano preannunciato battaglia. “Situazione paradossale, che va contro la norma del decreto Rilancio“, aveva tuonato Fabrizio Cuscito, segretario della Filt-Cgil. “La tutela dei lavoratori è imprescindibile“, erano state invece le parole di Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. “ITA intende scegliersi i propri dipendenti, non considerando l’esperienza lavorativa“, aveva concluso il segretario della Uilm, Claudio Tarlazzi.
Ora il mancato accordo, con i sindacati che se la prendono con l’esecutivo Draghi. “Il governo è completamente assente. Da incoscienti lasciare tutte queste persone col rischio di perdere il posto di lavoro. Chiediamo una convocazione immediata al governo. La tensione si sta alzando, non so se se ne rendono conto“, ha affermato Cuscito. “Avevamo chiesto di poter posticipare l’incontro con Ita. Ma quando siamo arrivati la riunione era conclusa“, si è invece lamentato Ivan Viglietti, segretario nazionale della UilTrasporti. E la situazione sembra destinata a non chiudersi così.
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