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A distanza di alcuni giorni dalla diffusione del video che documenta le violenze avvenute all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, ex detenuti e famigliari continuano a farsi avanti per esporre la propria versione dei fatti. Tra di loro c’è anche il figlio di una delle vittime dei pestaggi dello scorso aprile. “Ho deciso di parlare a volto coperto perché ho paura di eventuali ripercussioni su mio padre che si trova ancora nel carcere di Santa Maria Capua Vetere“, ha raccontato ai nostri microfoni. “Voglio dare voce a questa situazione, perché mio padre, come tutti i detenuti di Santa Maria, non merita quello che è successo“.
“Mio padre non ha denunciato lo scorso aprile perché aveva paura. Da allora l’abbiamo visto sempre molto strano e impaurito. È dimagrito tantissimo. Abbiamo saputo che mio padre era stato malmenato grazie alle mogli di altri detenuti usciti dopo i pestaggi. Solo dopo due mesi e mezzo mio padre ha iniziato a raccontarci quello che era successo. All’inizio cambiava discorso per farci capire che era sorvegliato e non poteva parlare. Io vorrei chiedere a quelle persone “perché”? Mio padre da quel giorno non parla più apertamente durante i colloqui, mia madre è a pezzi ed io provo solo tanto schifo perché è inumano quello che è successo. Mio padre uscirà con dei problemi dopo tutto quello che ha subito e già ora la notte non dorme più. Per me, come per tanti, quegli agenti sono solo dei carnefici“.
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