CRONACA

Alitalia, sciopero generale a Fiumicino: “Una macelleria sociale”

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Nuova giornata di mobilitazione per i lavoratori Alitalia, e del settore del trasporto aereo in generale, all’aeroporto di Fiumicino. Dopo la rottura della trattativa con Ita sul contratto e sulla Cigs, i sindacati e i lavoratori si sono riuniti in assemblea all’esterno del terminal 3.

Oltre ad Ita si sono portate avanti anche le vertenze delle altre grandi aziende del mondo dei trasporti e non solo. Con i lavoratori di Alitalia, in piazza c’erano anche quelli della Gkn, dell’ex Ilva, di Pirelli e altri. “È una macelleria sociale, ci vogliono abbassare lo stipendio. Altavilla vergognati”, gridano i manifestanti. Tra i lavoratori in protesta anche una donna crocifissa e una bara, a simboleggiare la fine della compagnia aerea italiana.

Alitalia, il corteo verso l’autostrada

Al centro della protesta indetta dai sindacati confederali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, Cub e Usb, diversi nodi da sciogliere nel comparto, tra cui la questione dei licenziamenti di Alitalia-Air Italy-Ernest-Norwegian; la richiesta di una tavolo di crisi permanente del settore; le vertenze aziendali del personale di terra e di volo; il rifinanziamento Fsta (Fondo solidarietà trasporto aereo); la riforma di settore e sistema aeroportuale; l’applicazione del Ccnl per tutto il settore interessato.

Durante la protesta dei lavoratori Alitalia è rimasta regolare l’operatività dello scalo e al non si sono registrati disagi tra i passeggeri. Terminati gli interventi dei sindacalisti, i circa 500 manifestanti hanno poi sfilato in corteo lungo l’anello viario che collega i terminal passeggeri al grido di protesta: “Noi siamo tutti Alitalia”. A chiudere la testa e la coda del corteo numerosi mezzi della polizia.

Una parte dei manifestanti di Alitalia, dopo il passaggio davanti ai terminal, si è infine diretta verso l’autostrada Roma-Fiumicino, ostacolando la circolazione in direzione dell’aeroporto romano. La polizia, che ha presidiando a vista il corteo è intervenuta per deviare il flusso di persone.

Davide Di Carlo

Classe 1986, abruzzese cresciuto a Roma, sono assistente universitario e autore di una pubblicazione e di un romanzo. Appassionato di Medio Oriente e politica, seguo i lavori delle istituzioni italiane. Sono laureato in Scienze della Comunicazione, ramo politico-istituzionale, presso l’Università di Roma Tor Vergata. Dal 2017 sono un giornalista pubblicista.

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