La Russia, come noto, ha recentemente bloccato ai suoi cittadini l’accesso alle principali piattaforme social come Twitter e Facebook. Una decisione, questa, messa in atto per evitare che la popolazione abbia accesso al flusso d’informazioni non filtrate dal Cremlino.
Il governo russo, infatti, predilige una narrazione del conflitto in Ucraina diversa da quella diffusa in Occidente, in cui le parole “guerra” e “invasione” sono vietate, pena il carcere. Oltre alla morsa economica delle sanzioni, Mosca si è di fatto imposta un auto-isolamento anche dal web, come dimostra la disconnessione annunciata per l’11 marzo e il conseguente passaggio alla rete RuCom. Ma i cittadini russi possono ancora sperare di accedere alle piattaforme social occidentali grazie a un “trucco”.
Twitter, ad esempio, ha deciso di introdurre un nuovo servizio per accedere al social anche quando è bloccato, proprio come in Russia. Si tratta di una versione Tor – acronimo di “The Onion Router” – che permette di navigare sulla piattaforma in forma anonima. A svilupparlo è stato lo sviluppatore di software anglo-americano Alec Muffett in collaborazione con la non profit The Tor Project.
Con il browser Tor gli utenti potranno dunque navigare in incognito al tempo stesso senza essere soggetti a monitoraggio o a violazioni della privacy. Lo strumento, annuncia Muffett in un tweet, si basa su una versione personalizzata di Enterprise Onion Toolkit. Il servizio, gratuito e open source, crittografa il traffico web e lo indirizza attraverso dei server per nascondere i dati degli utenti.
Questo servizio sembra dunque pensato appositamente per consentire l’accesso a Twitter a chi vive in Russia, aggirando così la censura del Cremlino. Il governo ha vietato anche l’utilizzo di Facebook, di cui è già apparsa una versione Tor nei giorni scorsi.
In questo modo i russi potranno vedere e condividere informazioni e notizie sull’invasione dell’Ucraina, che i media tradizionali descrivono in maniera differente a causa della stringente propaganda di Vladimir Putin. Chiunque tenti di contraddire la narrativa ufficiale del Cremlino sulla guerra, infatti, rischia pesanti ritorsioni, anche sul piano penale.
Motivo per cui numerose testate ed emittenti internazionali, compresa la Rai, hanno deciso di sospendere le trasmissioni da Mosca e di ritirare i propri giornalisti. La versione Tor di Twitter, comunque, oltre che in Russia potrà rivelarsi efficace anche in altri Paesi – come Cina o Corea del Nord – che vietano l’accesso al social network.
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