La notizia dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft è stata accolta da molti come una rivoluzione per il mondo dei videogiochi. Un affare da circa 69 miliardi di dollari che si è perfezionato nei giorni scorsi con il via libera degli azionisti della casa produttrice di Call of Duty.
Ma che, comunque, potrebbe ancora naufragare. A Wall Street, infatti, alcuni investitori stanno scommettendo sul fallimento di una delle fusioni più grandi nella storia degli Usa. La “data di scadenza” per l’affare è prevista per giugno 2023 ed entro quella data il colosso fondato da Bill Gates e Paul Allen potrebbe diventare la terza compagnia videoludica più grande al mondo. A meno che il processo non sia rallentato o addirittura bloccato dall’intervento di qualche autorità. Proprio ciò su cui stanno puntando gli “squali” della Borsa.
Come riporta Bloomberg, sull’operazione miliardaria possono ad esempio accendersi i fari dell’antitrust statunitense. Nel mirino delle autorità che fanno capo all’Amministrazione Biden potrebbe infatti finire l’accordo economico che sta alla base della fusione fra Microsoft e Activision.
La prima, per acquisire interamente la seconda, ha infatti messo sul piatto un’offerta da 95 dollari per azione, circa il 24% in più delle stime di mercato. Basti pensare che oggi, nelle contrattazioni al Nasdaq, il valore del titolo di Activision ha chiuso a 76,70 dollari ad azione.
Il rischio imprenditoriale, dunque, è molto alto. Molto più – per intenderci – di quello di Elon Musk, pronto a sborsare 54,20 dollari per azione per comprarsi Twitter (il titolo oggi a Wall Street è di poco superiore ai 49 dollari). E proprio da qui deriva, secondo Bloomberg, l’agitazione del mercato attorno alla fusione.
Nel frattempo, dopo il ‘sì’ del 98% degli azionisti, l’operazione sarà soggetta anche alle verifiche della Federal Trade Commission, l’agenzia governativa incaricata di contrastare le pratiche commerciali anticoncorrenziali come il monopolio coercitivo.
Commissione guidata da Lina Khan, che ha fatto della revisione dei movimenti dei colossi tech una crociata, come dimostrano gli stop imposti a Nvidia e Lockheed Martin nelle acquisizioni rispettivamente di Arm Ltd. e Aerojet Rocketdyne Holdings. Infine, per essere completo, l’accordo di acquisizione di Microsoft dovrà passare al vaglio degli antitrust di Unione europea e Cina.
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