SPORT

“Spunti Gialli”: Andersen, il sigillo prima del redde rationem

Tappa d’antipasto prima delle Alpi: si sapeva. Soren Kragh Andersen (voto 10) l’ha fatta sua in maniera tutt’atro che banale. Senza uomini impensieriti dalla classifica, la Sunweb (voto 10 di nuovo) è il team che più di tutti sta animando il Tour de France. Dopo la vittoria di Hirschi, è arrivato un altro suggello non banale, a dimostrazione che la compagine olandese non corre tanto per solleticare gli avversari. In una giornata che non doveva offrire nulla, è arrivato anche un barlume di speranza in casa Italia, grazie al terzo posto di Simone Consonni (voto 9). Il 26 enne della Cofidis, venuto in terra di Francia per fare da bodyguard ad Elia Viviani (voto 6), è riuscito a darci un lampo di fiducia: di questi tempi non è poco.

Il Tour de France arriva a Le Grand Colombier

In un giorno più che interlocutorio per i big, si è visto muoversi Egan Bernal (voto 7 per il coraggio). La vera frazione cucita dal sarto per il colombiano però è quella di oggi: con l’arrivo in salita a Le Grand Colombier, cadrà ogni tatticismo e non si potrà più bluffare. Roglic e Pogacar (voto 9: corsi zero rischi ieri) sono gli uomini che in salita hanno finora dominato, e gli uomini della Ineos oggi dovranno studiare il modo di rovesciare il tavolo.

Non solo loro, oltretutto. Oggi sarà la prova del nove per gente come Mikel Landa, Nairo Quintana e Miguel Angel Lopez (voto 6 a tutti). Tre scalatori puri che dovranno per forza gettare la maschera e tentare di graffiare la maglia gialla. Così come Richie Porte (voto 9, ieri ha avuto un guaio in un momentaccio e se l’è cavata in modo super), che grimpeur non è, ma che quando la strada si impenna ha dimostrato di averne come non mai.

Peter Sagan non vuole mollare la maglia verde

Tornando a ieri, non si possono non dire due parole sul Tour stranissimo di Peter Sagan (voto 6). Il pluri-iridato non se ne fa una ragione di voler cedere l’amata maglia verde. Ogni giorno ne inventa una più di Bertoldo per raggranellare punti. Ieri con la sua Bora ha tirato il collo così tanto al gruppo, che è riuscito a segare le gambe a tutti i velocisti e a far fuori con un battito di ciglia tantissimi aspiranti al successo di giornata. Oltre il quarto posto però, non è riuscito ad andare. Per uno abituato a giganteggiare, cibarsi di soli piazzamenti è complicatissimo.

Valerio Mingarelli

Nato a Fabriano, ai piedi degli Appennini, nel 1980. Ho iniziato a “gattonare” nelle testate locali umbre e marchigiane grazie al basket e al calcio. Giornalista professionista dal 2008, da allora tra Milano e Roma ho sempre fatto il viandante dell’informazione girovagando per radio, TV, quotidiani, agenzie e uffici stampa. Con la penna o col microfono in mano, mi sono sempre divertito da matti. Oggi seguo perlopiù le vicende del Parlamento nostrano, ma lo sport rimane sempre una passionaccia elettrizzante.

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