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Tennis, Berrettini: “Completare stagione? Vorrei ma la vedo dura”

Solo un anno fa Matteo Berrettini stava giocando sulla terra rossa il suo miglior tennis, che gli avrebbe consentito, a fine stagione, di chiudere da numero 8 del mondo e qualificarsi alle Atp Finals per la prima volta in carriera. 365 giorni più tardi, a causa dell’emergenza coronavirus, lo sport e il tennis sono fermi in attesa di sconfiggere la pandemia.

Lo stesso Berrettini teme che la stagione tennistica possa anche essersi già conclusa con largo, larghissimo anticipo. L’unica soluzione potrebbe essere quella di giocare i tornei a porte chiuse, ma, al momento, nemmeno questa pista sembra percorribile. “Tutti i grandi tornei dovranno essere giocati a porte chiuse ma, ovviamente, penso a quanti giocatori, a quante nazioni partecipano a un torneo. Per esempio a Roma, con 400 persone, tra giocatori, giocatrici e team. Concentrarle tutte in unico posto, in questo momento, è complicato. Mi trovo d’accordo con Nadal, ma spero si trovi una soluzione“, spiega Berrettini.

Berrettini: “Prima di giocare serve il parere della scienza”

Nonostante sul campo da tennis i giocatori non entrino (quasi) mai in contatto, ci sono una serie di situazioni collaterali che non sarebbero semplici da gestire. “E’ molto complicato organizzare un evento senza che nessuno entri in contatto con gli altri – spiega il tennista romano -. Il tennis è uno sport che permette di mantenere la distanza di sicurezza, ma anche nel tennis si condividono spazi, palestre, fisioterapisti“.

In caso di ripartenza, sarebbero ancora molte le occasioni per provare a confermare la propria classifica. “Per come è concepito il calendario ci dovrebbero essere due Slam, si parlava di Madrid e Roma. Ci sono ancora tornei importanti da giocare, ho dei dubbi che questo possa succedere perché cosa fondamentale ora è fermare questo virus e cercare di ripartire con il tennis normale. Non credo valga la pena fare ripartire i tornei. Io sono per giocare, ma la scienza ci deve dire se fermarci del tutto e non rischiare oppure continuare a giocare in sicurezza“, sottolinea Berrettini.

“Più facile ripartire con calcio che con tennis”

Per Berrettini sarebbe più facile far ripartire il campionato di calcio, piuttosto che il circuito Atp e Wta. “Il campionato italiano si gioca solo in Italia, con giocatori che vivono in Italia e non dovrebbero andare all’estero. Il tennis, invece, è un circuito internazionale. Se il calcio si chiude solo in Italia, con l’Italia che sta migliorando e sta bene, con tutte le precauzioni che si possono prendere, spero non ci siano problemi“, evidenzia il numero 8 al mondo.

“Aiuti a tennisti? Preferisco a famiglie in difficoltà”

Una chiosa finale sul piano di aiuti ideato da Novak Djkovic per i tennisti in difficoltà. “Con Nole ci siamo scritti, non è una cosa obbligatoria: io preferisco aiutare situazioni più difficili, come un ospedale, una famiglia in difficoltà, piuttosto che un tennista. Ci sono tanti giocatori che hanno bisogno di aiuto e vanno in rosso. Il progetto è una cosa molto positiva per il tennis e dimostra che i giocatori tengono anche ai colleghi delle retrovie“, conclude Berrettini.

Redazione

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