Mike Tyson, ritorno sul ring? La boxe e quel filo che non si spezza mai

Sembra la trama di uno dei più recenti film di Rocky, ma è tutto vero: la stella del web lo sfida, Mike Tyson tergiversa, poi arriva un mezzo sì. Un destino comune a molte stelle della disciplina

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Mike Tyson (Creative Commons Attribution 2.0 Generic license)
newsby Marco Enzo Venturini23 Ottobre 2021


Sulla boxe, lo spirito di sacrificio dei suoi eroi e la loro atavica difficoltà ad appendere definitivamente i guantoni al chiodo esiste una letteratura pressoché infinita. E anche per questo motivo non sorprende nessuno la suggestione di un ennesimo ritorno di Mike Tyson sul ring. Un ritorno di cui si sta parlando con insistenza negli Usa e che potrebbe avvenire nel febbraio del 2022. Ma procediamo un passo alla volta.

Logan Paul e il ritorno di Floyd Mayweather

Ad accendere la miccia è stato Logan Paul. Nome che forse dirà poco a molti italiani, ma che è estremamente celebre (e altrettanto divisivo) in America. Si tratta infatti di un influencer divenuto celebre oltreoceano per i suoi video e podcast in cui non manca di provocare celebrità di vario livello. Specialmente del mondo della boxe, dato che il 26enne dell’Ohio ama definirsi un pugile dilettante. E prima di Mike Tyson, la sua fama gli ha permesso di sfidare, nel giugno scorso, nientemeno che Floyd Mayweather.

Quest’ultimo, ormai 44enne, è uno dei pugili più dominanti di inizio millennio. Bronzo olimpico ad Atlanta 1996, riuscì a laurearsi campione del mondo in cinque categorie differenti di peso ed è stato lo sportivo più pagato del Pianeta tra il 2012 e il 2015. Per quattro anni consecutivi. Ritiratosi nel 2017 con un incredibile ruolino di 50 match e 50 vittorie, il richiamo del ring è stato irresistibile anche per una leggenda come lui. Nonostante il ruolino (assente) del suo rivale. E così, senza avere nulla da dimostrare e tutto da perdere, Floyd Mayweather (peraltro già ritiratosi un’altra volta, dal 2007 al 2009) accettò la sfida di Logan Paul. Tornando a fare boxe quattro anni dopo il ritiro. E, ovviamente, vincendo. Ora qualcosa di analogo potrebbe succedere con Mike Tyson.

La sfida a Mike Tyson: un inquietante parallelismo con Rocky

Di fronte all’insistenza dell’influencer/youtuber/podcaster che vuole sentirsi un campione della boxe, la risposta iniziale era stato un secco “no”. Ma Mike Tyson, che pure ha affermato di stimare Logan Paul, alla fine ha iniziato a vacillare. E così, a 16 anni dal suo primo ritiro (avvenuto nel 2005), potrebbe nuovamente accettare di disputare un ulteriore incontro. Non il primo, peraltro, visto che già il 28 novembre 2020 aveva sfidato in un match amichevole l’ex campione Roy Jones Jr.

L’intera vicenda della sfida da parte di un giovane leone, meno forte ma più in forma, arrogante e in parte inadeguato, sembra ricalcare la trama dei più recenti capitoli della saga di Rocky Balboa. Ma Sylvester Stallone, pur romanzando le vicende del suo alter ego pugile, non ha inventato pressoché nulla. Da questo punto di vista, il nome più facile da fare è quello di George Foreman. Che si ritirò nel 1977 salvo tornare in attività ben dieci anni dopo, nel 1987. Proprio gli anni del boom di Mike Tyson. E Big George riuscì nella straordinaria impresa di laurearsi campione del mondo WBA a 45 anni.

Prima di Mike Tyson: tutti i ritorni degli eroi anni ’70

Ma dinamiche più o meno analoghe a quella di Foreman (e di Mike Tyson, e paradossalmente lo stesso Rocky) avvennero anche agli altri protagonisti della boxe degli anni ’70. Non di ritiro si può parlare per Muhammad Ali, che però nel 1967 rimase senza licenza per il suo rifiuto di partecipare alla guerra in Vietnam (fu anche arrestato per renitenza). Poté quindi tornare in azione solo il 7 dicembre 1970, per affrontare Joe Frazier. Un vero ritorno dopo il ritiro, invece, fu quello del 1980. E lo stesso Joe Frazier, peraltro, si ritirò nel 1976, salvo disputare un ulteriore incontro il 3 dicembre 1981. Infine Larry Holmes, ritiratosi nel 1986. Ma che tornò sul ring svariate volte, ultima delle quali addirittura nel 2002.

Un lunghissimo filo conduttore, che sembra accomunare tutti questi grandi protagonisti della boxe. Uno sport di sangue, sudore, fatica e sacrificio. E da cui sembra davvero impossibile staccare davvero la spina. Tanti grandi campioni ce lo hanno fatto capire, Rocky ce lo ha raccontato. E addirittura il sagace Maccio Capatonda (al secolo Marcello Macchia) ci ha ironizzato sopra con il suo “Rocchio 47“. Il film, che fa l’occhiolino agli ultimi di Sylvester Stallone, racconta il disperato e tragicomico ritorno di un anziano campione. L’ultimo della lista è Mike Tyson. Per ora.


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