Zerocalcare troppo romano? Cosa ne pensa chi ha visto “Strappare lungo i bordi” (e non vive a Roma)

Nonostante il successo di pubblico, la serie di Zerocalcare targata Netflix è stata accusata di utilizzare troppo dialetto, rendendo quindi difficile la comprensione delle parole per chi romano non è

newsby Redazione23 Novembre 2021



La nuova serie di Zerocalcare targata Netflix “Strappare lungo i bordi” è già un successo di pubblico.

Grazie a un sagace mix di ironia, modi di dire e i personaggi storici che da sempre vivono il mondo del fumettista, la serie tv, che è anche il primo prodotto animato creato in Italia, è tra le tendenze di Netflix. ‘Strappare lungo i bordi’, infatti, uscita lo scorso 17 novembre, in pochi giorni è finita dritta in cima ai contenuti più visti. Superando persino la serie distopica sudcoreana Squid Game.

 Critiche a Zerocalcare per uso eccessivo di dialetto

Nonostante il plauso del pubblico, la serie tv di Zerocalcare ha subito alcune critiche. In particolare è stato rimproverato l’eccessivo uso del dialetto nelle puntate. Rendendo difficile, per chi romano non è, cogliere appieno le sfumature e i significati della parlata dialettale. Lo stesso autore è intervenuto per rispondere alle accuse di “eccessivo uso di romanesco”. Su twitter, ha replicato, ovviamente in dialetto, scrivendo: “Madonna rega come ve va de ingarellavve su sta cosa”. Ovvero: “Come vi va di discutere di questa cosa”.

 

Ma cosa ne pensano – fuori da Roma – gli italiani che hanno visto “Strappare lungo i bordi”? Dopo le polemiche sull’eccesso di dialetto romanesco, lo abbiamo chiesto a chi l’ha vista a Milano, Torino e Firenze. Unico parere concorde: “Il dialetto è il suo valore aggiunto“.

 

 


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