SPETTACOLO

Premi Oscar 2023: le candidature per i migliori film

È tutto pronto per la cerimonia dei premi Oscar 2023, che si terrà a Los Angeles al Dolby Theater il prossimo 12 marzo. Mattatore della serata: Jimmy Kimmel, che torna alla conduzione per la terza volta dopo il 2017 e il 2018. Le candidature ufficiali per ogni categoria sono intanto state annunciate lo scorso 24 gennaio. Dando così tempo a spettatori e critici di farsi un’idea sulle pellicole in gara. In particolare, su quelle candidate come miglior film.

Immagine | The Academy official Facebook

Premi oscar 2023: i tre film con più candidature

Nella cerchia della categoria “best picture” dei premi oscar 2023, svetta tra tutti Everything Everywhere All at Once, film contorto e pieno di sentimenti di Daniel Kwan e Daniel Scheinert. Per quest’opera sono ben undici le candidature per i riconoscimenti dell’Academy. La trama è complicata, ma in sintesi: ogni universo nasce da una scelta umana e in uno di questi “multiversi” esistono persone in grado di connettersi ai sé sparsi nello spazio-tempo. Un’umana esagera e getta tutto nell’anarchia: la protagonista dovrà fermarla.

Sul podio, al secondo e terzo posto con nove candidature ciascuno, “Gli spiriti dell’isola” e “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. Il primo, con Colin Farrell e Brendan Gleeson, è ambientato in un’isola immaginaria dell’Irlanda nel 1923. La storia intreccia realismo e surreale: un musicista decide di interrompere bruscamente l’amicizia con un altro uomo perché lo giudica noioso. L’ossessione e il grottesco fanno capolino nella quotidianità dei pochi abitanti dell’isola, sconvolti da questo equilibrio infranto e da altri eventi. La seconda pellicola è tratta dal romanzo di Erich Maria Remarque del 1928 e racconta il trauma psicologico e mentale subito dai soldati tedeschi durante e dopo la Grande Guerra.

Campioni d’incassi e flop

Per la biografia drammatica di Steven Spielberg, “The Fablemans”, sono previste sette candidature ai premi Oscar. Nonostante l’acclamazione da parte della critica, il film si è rivelato un vero flop: prodotto con un budget di 40 milioni, ne ha incassati 28. Si tratta del peggior risultato finanziario di sempre per un film diretto e prodotto dal regista, che ha voluto qui raccontare il suo amore per il cinema. Non un flop, ma nemmeno un “over the top”, il film “Elvis” sulla vita del famoso cantautore: 8 candidature agli Oscar per una pellicola che ha incassato in totale 287,34 milioni di dollari.

Quattro candidature ai premi Oscar 2023 per Avatar – La via dell’acqua, sequel dell’omonimo film del 2009 di James Cameron. La nuova storia di invasione e comunicazione tra popoli di diversi pianeti ha debuttato nelle sale cinematografiche, ottenendo un notevole successo al botteghino. All’11 febbraio scorso è risultato la pellicola col maggiore incasso del 2022, il quarto della storia del cinema e il decimo in Nord America. Record che hanno scalzato “Top Gun: Maverick”, candidato a sei premi Oscar: con 1,488 miliardi a gennaio era considerato il film con il maggiore incasso del 2022. Ma è alla posizione 12 tra i cinquanta con il maggiore incasso della storia del cinema, nonché quello col maggiore incasso di sempre per Tom Cruise.

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Il film “sconosciuti” dei premi Oscar 2023

Degli ultimi tre in lizza a competere per il miglior film ai premi Oscar 2023 si è parlato poco. Ma se sono nella lista, c’è un motivo. “Tàr”, candidato a sei statuette, segue la carriera e gli episodi di scandalo (ai suoi danni) di Lydia Tàr (Cate Blanchett), rinomata direttrice d’orchestra e compositrice della musica classica a livello internazionale. Tre nomination agli Oscar per “Triangle of Sadness”. Tra la commedia e la satira, il titolo richiama a quel “triangolo della tristezza” che nella chirurgia estetica corrisponde alla zona tra gli occhi in cui si concentrano le rughe: una critica spietata della società che ha ottenuto già la Palma d’oro al miglior film al Festival di Cannes.

“Women Talking” chiude questa rosa di possibili film vincenti con due candidature. Si tratta dell’adattamento cinematografico del romando “Donne che parlano” di Miriam Toews (2018), ispirato a sua volta a fatti accaduti nella colonia Manitoba in Bolivia nel 2011. La storia è drammatica: le donne di quel territorio isolato scoprono che per anni gli uomini hanno usato anestetici per drogare e violentare donne e ragazze di notte, causando talvolta gravidanze indesiderate. Nella colonia, inoltre, è usanza mantenere le donne analfabete e non scolarizzate.

Lorenzo Rotella

Leggo e scrivo da quando ne ho memoria e sono un critico onnivoro di cinema e letteratura. Militante dell’associazione Carovana Antimafia Ovest Milano dal 2018, copywriter di cronaca per grandi media dal 2019, giornalista del quotidiano La Stampa dal 2021, collaboratore del magazine e sito web Green Planner dal 2022, autore della raccolta di poesie “Mille Soli Una Notte” edito da NMBook World

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