SPETTACOLO

Giornata mondiale contro l’AIDS, i film più belli da vedere

Ogni 1° dicembre, dal 1988, si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. Una ricorrenza che ha lo scopo di accrescere la coscienza nei confronti di una malattia oggetto per decenni, di discriminazione e di narrazioni sbagliate.

AIDS, dalla discriminazione degli anni ’80 ai problemi di oggi

Fino a pochi anni fa, questa malattia mieteva centinaia di migliaia di vittime ogni anno. Si stima che dal 1981 abbia provocato circa 25 milioni di morti nel mondo. Oggi, grazie alla prevenzione e all’accesso a farmaci antiretrovirali, il suo impatto è certamente meno devastante. Tuttavia, l’AIDS rimane ancora una condanna a morte in diversi Paesi del Terzo Mondo, soprattutto nel continente africano. Nel 2020 l’AIDS ha ucciso un bimbo ogni 5 minuti e ben due bambini su cinque convivono con questa malattia senza saperlo, ma, fatto ben più grave, senza avere accesso alle cure necessarie.

Il problema di questa malattia non è però solo di natura sanitaria. Scoperta solo quarant’anni fa, è esplosa a cavallo degli anni ’80 e ’90 esponendo a una forte colpevolizzazione e discriminazione sociale verso le persone che ne erano affette.

Per omaggiare questa giornata, ecco i  5 film più belli e significativi da vedere in merito alla lotta contro l’AIDS. Film che non solo sono stati dei successi di pubblico e critica, ma che hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza nei confronti della malattia, abbattendo barriere e infondendo speranza.

 

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Il film di John Erman, realizzato per la rete televisiva NBC, è il primo film in assoluto a trattare la malattia. La trama racconta la vita e gli affetti di Michael, giovane avvocato di successo, che si scopre malato di Aids. L’uomo dovrà affrontare lo smarrimento dei familiari e l’ostilità della gente, oltre ai dolori della malattia.

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Forse il film più iconico legato all’AIDS, Philadelphia, non fu solo un grandissimo successo, ma rappresentò in sé una grande rivoluzione, in un periodo in cui c’era ancora molta stigmatizzazione nei confronti della malattia. Protagonista è Andrew Beckett, giovane avvocato di successo che si scopre malato di Aids e che, a causa di ciò, viene licenziato dallo studio per il quale lavora.
Trascinato dalle superbe performance di Tom Hanks (vincitore del suo primo Oscar) e Denzel Washington e da una colonna sonora che include l’iconica “Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen, questo film è un manifesto toccante contro le discriminazioni e i pregiudizi sociali. Un ottimo esempio di un film al servizio dei diritti civili.

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Matthew McConaughey è Ron, un campione di rodeo che scopre di essere ammalato di AIDS.Dopo una reticenza iniziale, comincia ad accettare la sua nuova condizione, cominciando un ‘attività illegale di importazione di un farmaco ancora sperimentale, con l’obiettivo di aiutare altre persone nella sua stessa condizione. Dallas Buyers Club è caratterizzato dalle intense prove di Matthew McConaughey e Jared Leto che, per queste interpretazioni, vincono gli Oscar rispettivamente come miglior attore Protagonista e Non protagonista.

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Ambientato nella Parigi dei primissimi anni ’90, il film francese racconta la battaglia del gruppo Act Up contro l’indifferenza delle istituzioni transalpine. Colpevoli di considerare l’AIDS solo come una malattia degli omosessuali e drogati. Nel frattempo, fra due militanti di cui uno è sieronegativo, scoppia una passione travolgente. Vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes, 120 battiti al minuto descrive una toccante storia d’amore e di lotte sociali.

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La pluripremiata pièce teatrale è stata trasportata sul grande schermo da Ryan Murphy ottenendo un positivo successo di pubblico e critica. Il film vede come protagonista Ned Weeks, scrittore celebre e fondatore della Gay Men’s Health Crisis per sensibilizzare l’opinione pubblica e assistere i sieropositivi. A spalleggiarlo, nel tentativo di promuovere il sesso sicuro, la dottoressa Emma mentre, nel frattempo, il suo compagno si ammala. Un racconto emozionante che ripercorre la diffusione dell’epidemia nei primissimi anni ’80.

 

Giulia Martensini

Classe '89, sono laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale e mi occupo da diversi anni di redazione di contenuti per l'online e articoli in ottica SEO. Nata a Brescia, ho vissuto a Parma e Milano con una parentesi di 10 mesi a Salamanca. Lettrice accanita ed ex attivista di Greenpeace Italia, scrivo soprattutto di attualità, sostenibilità e cultura.

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