Fedez è riuscito a spuntarla in Tribunale contro il Codacons, che aveva presentato querela nei confronti del cantante con l’accusa di diffamazione. Il pm Federica Gentilini ha invece richiesto l’archiviazione ritenendo “inammissibile” la richiesta per questioni procedurali. Tutto era nato in seguito alla critica fatta dal rapper nei confronti dell’associazione dei consumatori, che voleva “bloccare tutte le raccolte fondi private” per la lotta al Coronavirus.
Il pm milanese ha voluto entrare nel merito per motivare la decisione di archiviare la querela presentata dal Codacons: “questa è confusa e le critiche di Fedez tutt’altro che peregrine“.
L’associazione, che si occupa di tutelare i diritti dei consumatori, era entrata in piena polemica con Federico Lucia (questo il vero nome dell’artista) e la moglie Chiara Ferragni. Si era così manifestata la necessità di “bloccare le raccolte fondi private per la lotta al Covid-19, tra cui quella dei “Ferragnez, per i posti letti in Terapia Intensiva al San Raffaele di Milano, in attesa di fare chiarezza”. Questo, in realtà, non solo non è accaduto, ma ha permesso di arrivare a raccogliere ben quattro milioni di euro, fondamentali durante il periodo del primo lockdown quando l’Italia era nel pieno dell’emergenza sanitaria.
Il ricavato ha poi permesso di costruire un reparto di terapia intensiva per i malati d’urgenza presso il San Raffaele di Milano. Grazie a questa iniziativa la coppia, che a breve darà una sorellina al loro piccolo Leone, ha ottenuto l’Ambrogino d’Oro, riconoscimento assegnato dal Comune di Milano a chi si è distinto nell’ultimo anno.
Il Codacons, in modo particolare, aveva mostrato perplessità in merito alla scelta della piattaforma utilizzata per l’iniziativa, Gofundme. Il rapper, a cui il carattere non manca di certo, non era però rimasto in silenzio a lungo. Fedez aveva così deciso di parlare apertamente sottolineando di ritenere le critiche ricevute fortemente ingiuste, ma soprattutto fuori luogo. “Cioè tutti i milioni di euro raccolti per aiutare gli ospedali pubblici, cancellarli e stopparli. Io sono allibito, qualcuno li fermi” – aveva detto.
Il presidente Carlo Rienzi aveva comunque provato a difendersi. A suo dire, era certamente importantissimo non perdere tempo in una fase così cruciale come quella vissuta dall’Italia in primavera. Ma era la modalità scelta che generava dei dubbi. Il dirigente si era espresso a favore di un atto formale da parte del governo. Questo avrebbe permesso che i soldi venissero versati direttamente sul conto della Protezione Civile, in quanto ente pubblico.
L’associazione, dal canto suo, si era sentita danneggiata per il tono utilizzato dal cantante, promotore di un vero attacco mediatico nei loro confronti.
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