Dal 2020 in poi ci sono state varie controversie che hanno portato all’esclusione di certe canzoni dal contest, dovute anche alla guerra tra Russia e Ucraina
Nel corso della storia dell’Eurovision numerose canzoni che in un primo momento si erano qualificate per la competizione sono state poi escluse per le ragioni più diverse, dalla squalifica alla scelta dell’artista di non partecipare all’evento internazionale (come fatto di recente da Olly). Mentre si intensificano le polemiche su Tommy Cash e la sua “Espresso Macchiato” (che al Codacons non è proprio andata giù), può essere utile scoprire quali brani non hanno potuto partecipare alla kermesse negli ultimi anni per capire cosa potrebbe accadere durante l’edizione del 2025.
Nel 2021, la Bielorussia ha vissuto una controversia significativa con la band Galasy ZMesta, selezionata per rappresentare il paese con la canzone “Ya nauchu tebya” (I’ll Teach You). Tuttavia, l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha deciso di squalificare il brano, considerandolo inappropriato a causa dei riferimenti politici presenti. La band ha tentato di riproporre una seconda canzone, “Pesnyu pro zaytsa” (Song About Hares), ma anche questa è stata respinta. I testi, sebbene apparentemente innocui, contenevano allusioni alla situazione politica in Bielorussia, evidenziando le tensioni politiche nel paese.
Nel 2022, l’Ucraina ha visto l’emergere della canzone “Tini zabutykh predkiv” (nota anche con il titolo inglese ““Shadows of Forgotten Ancestors”, ossia “Ombre di Antenati Dimenticati”) della cantante Alina Pash.
Nonostante fosse stata scelta per rappresentare il Paese, la sua candidatura è stata messa in discussione a causa di controversie riguardanti i suoi legami con la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. La polemica ha portato Alina Pash a ritirare la sua candidatura, lasciando molti fan delusi. La canzone affrontava temi di unità e speranza, rendendo la sua esclusione ancor più significativa in un periodo di conflitto.
In seguito all’inizio della guerra tra l’Ucraina e la Russia, l’European Broadcasting Union (Ebu), l’organizzatore dell’Eurovision, ha ricevuto numerose richieste per escludere il secondo Paese dalla competizione. In un primo momento l’ente si è rifiutato, ribadendo la natura non politica dell’evento, tuttavia ha cambiato velocemente idea, dichiarando che permettere alla Russia di partecipare avrebbe messo in cattiva luce l’intero evento. A farne le spese è stata la cantante Yaroslava Simonova, che avrebbe dovuto rappresentare la Russia all’Eurovision (anche se fino a quel momento la sua partecipazione non era ancora stata confermata ufficialmente).
Passando alla controversia più recente, durante l’edizione 2024 dell’Eurovision il cantante olandese Joost Klein, considerato uno dei favoriti per la vittoria con la sua “Europapa”, è stato squalificato in seguito alla denuncia sporta da un’operatrice della produzione dell’evento che si è sentita minacciata da alcuni comportamenti dell’artista. Dalle indagini condotte è emerso che Klein “aveva fatto un movimento che aveva colpito la telecamera della donna” di fronte ad alcuni testimoni, i quali non sono stati in grado di fornire una ricostruzione degli eventi univoca. Di recente, il procuratore Fredrik Jonsson ha detto di aver chiuso l’indagine perché “non in grado di provare che il gesto potesse causare una grave paura o che l’uomo avesse questa intenzione”.
Negli anni, molte altre canzoni hanno subito la stessa sorte, rimanendo nell’ombra. Talvolta le esclusioni sono state causate da controversie personali che hanno colpito la reputazione degli artisti. C’è poi stato il caso del 2020, quando l’Eurovision è stato annullato a causa della pandemia di coronavirus Sars-CoV-2 e tanti cantanti che si erano già qualificati (tra cui Diodato) non hanno potuto partecipare.
L’Eurovision, quindi, non è solo un concorso musicale, ma un palcoscenico che riflette le realtà sociali e politiche dei paesi partecipanti. L’analisi delle canzoni escluse ci offre uno sguardo più profondo sulle sfide che gli artisti affrontano e su come la musica possa essere un potente strumento di cambiamento e controversia. La storia di queste canzoni dimenticate arricchisce ulteriormente il tessuto narrativo dell’Eurovision, rendendolo un evento sempre più affascinante e significativo per il suo pubblico globale.
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