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Carlo Verdone ha inaugurato a Roma “Scena – Il cinema lungo il Tevere”, la nuova arena cinematografica di 110 posti a ingresso libero allestita dalla Regione Lazio lungo le sponde del Tevere. Al termine di un breve incontro con l’attore e regista romano, è stato proiettato il film cult “Un sacco bello”.
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Carlo Verdone, in occasione della proiezione del suo film cult “Un sacco bello” presso l’arena lungo il Tevere di “Scena”, ha raccontato il suo primo incontro con il regista Sergio Leone: “Mi diede fiducia e realizzammo il mio primo film. Andai a casa sua e gli portai dei progetti. Mi disse che dovevamo rompere gli indugi e pensare ad un film a episodi con i miei tre personaggi più forti. Da lì nacque ‘Un sacco bello'”.
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“Enzo il bullo in realtà soffre di solitudine. Era un personaggio straordinario, oggi sono tutti omologati. Da dove viene la voce del fricchettone? Dalle assemblee dell’università, avrebbe potuto essere un militante di Lotta continua ma all’epoca mi avrebbero ammazzato”, ha raccontato Verdone ridendo. “Leo è il candido ma in realtà tutti i personaggi fanno tenerezza“.
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Carlo Verdone ha poi narrato un aneddoto legato all’attrice Veronica Miriel. “Il giorno dell’ultimo ciak di ‘Un sacco bello’ si mise a piangere perché era triste. Mi chiese di portarla in giro per Roma. La portai a piazza Navona, era bellissima. Ad un certo punto si spogliò e si fece il bagno nuda nella fontana come la famosa scena di Marisol nella vasca con gli orsi. Arrivarono migliaia di persone che urlavano, c’era l’ira di Dio. La presi e la portai via tutta bagnata. Quello è l’ultimo bel ricordo legato alla lavorazione del film”.
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“Stiamo scrivendo la seconda stagione di ‘Vita da Carlo’. Ci manca ancora qualche puntata e se tutto va bene in autunno inizierò a girare. Un sacco bello è l’immagine della vera estate romana, come era una volta. Era una bella estate quella del 1979, quando ho girato il film. Era una Roma dove si sentivano dei bei rumori: le campane, le cicale, qualche motorino smarmittato, l’acqua delle fontane. A Roma c’era meno gente ed era meno trafficata, non erano anni meravigliosi ma era più ordinata di adesso. Roma aveva una sua musica”.
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