George Gao, immunologo e virologo di fama internazionale, ha rilasciato un’intervista per il podcast della BBC Radio 4, ‘Fever: The Hunt for Covid’s Origin’, dove ha affermato di non escludere che all’origine della pandemia di Covid possa esserci – effettivamente – una fuga del virus dal laboratorio di Wuhan. Il virologo, noto per essere stato a capo della risposta cinese alla crisi di Covid-19, ha di fatto rilasciato una dichiarazione molto forte, che rappresenta l’ammissione più esplicita sulle voci che sono circolate fin dall’inizio della pandemia. Ovvero, che qualcosa sia sfuggito dalle mani degli scienziati di Wuhan.
Un’affermazione a cui il governo di Pechino non ha risposto. Quest’ultimo, infatti, ha sempre categoricamente smentito questa versione dei fatti. Tuttavia, secondo il professor Gao, si può “sempre sospettare qualsiasi cosa: è la scienza, non si deve escludere nulla”.
Il professor Gao è ora vicepresidente della Fondazione cinese delle Scienze naturali. Un incarico arrivato dopo aver lasciato il Cdc lo scorso anno. Secondo l’esperto, inoltre, il governo cinese avrebbe condotto delle indagini formali sull’Istituto di virologia di Wuhan. Nello specifico, Gao ha dichiarato: “Il governo ha organizzato qualcosa”. Tuttavia, nonostante il suo dipartimento non sia stato coinvolto nell’inchiesta del governo, quando gli è stato chiesto se il suo laboratorio fosse stato perquisito, Gao ha confermato che la struttura “è stata controllata da esperti del settore”.
La notizia ha un certo peso. Infatti, questo rappresenterebbe il primo riconoscimento da parte di una fonte molto attendibile cinese sul fatto che ci sia stata un’indagine ufficiale. Tuttavia, pur non avendo visto i risultati, secondo Gao non dovrebbero essere emersi dei problemi dal suo laboratorio. “Penso che la loro conclusione sia che seguono tutti i protocolli. Non hanno trovato alcun illecito”, ha dichiarato.
E in Cina, infatti, il Covid sembra fare ancora paura. Nonostante l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia dichiarato la fine della pandemia di Covid-19 lo scorso 6 maggio, la Cina si starebbe preparando ad una nuova e pesante ondata di casi. Ad affermarlo è stato Zhong Nanshan, considerato il massimo esperto cinese di malattie respiratorie. Secondo Zhong, infatti, a fine giugno nel Paese si raggiungeranno 65 milioni di casi a settimana. Per questo, per contrastare la variante Xbb, presto saranno disponibili due nuovi vaccini. Inoltre, a breve, saranno immessi nel mercato saranno altri tre o quattro sieri. “Nello sviluppo di vaccini più efficaci, siamo in anticipo rispetto agli altri Paesi“, ha dichiarato l’esperto.
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