Nelle ultime ore sono usciti diversi articoli in cui si parla di minacce della Russia riguardo il fatto di far precipitare la Stazione Spaziale Internazionale su altri Paesi. Ma cosa sta succedendo in realtà? Innanzitutto, come ha sottolineato Adrian Fartade, c’è da rassicurare che a bordo della stazione è tutto ok. Si continua a lavorare per la scienza in maniera molto ordinaria. Ma l’equivoco sulla caduta dell’ISS ha visto la sua origine nello scorso finesettimana.
Dmitry Rogozin, amministratore della Roscosmos, agenzia spaziale della Russia, ha postato una serie di tweet molto arrabbiati contro gli Stati Uniti e in particolare contro le sanzioni annunciate da Joe Biden, che colpiranno anche il settore spaziale russo. Rogozin, oligarca russo che viene dal settore del petrolio (e c’entra molto poco con lo spazio), è stato autore di attacchi esagerati in passato ed è conosciuto anche per questo. Nella sfuriata ha preso in giro Biden, dandogli del malato di Alzheimer per essersi scordato dell’importanza della Russia. Poi ha continuato dicendo che i russi possono fare anche senza gli altri e produrranno tutto internamente.
C’è da dire, però, che è difficile che succeda così velocemente, specie in un settore come quello dell’elettronica avanzata. Rogozin ha anche accusato gli Usa di colpire l’industria spaziale russa per paura della concorrenza. Concorrenza che non c’è. Anzi, la NASA ha proposto uno scambio con i russi per voli umani. Una cosmonauta del Paese governato da Putin, infatti, dovrebbe volare su una Dragond nella SpaceX a settembre, con un astronauta americano su un veicolo spaziale russo. Infine l’amministratore della Roscosmos è arrivato alla ISS dicendo (non del tutto a torto) che solo i motori della navicella spaziale Progress possono essere usati per cambiare orbita alla stazione per evitare detriti. E, se dovesse succedere qualcosa, la ISS potrebbe cadere fuori controllo su Europa o Usa.
Ora, tecnicamente ha ragione sul fatto che serva la navicella russa, ma metà della stazione è loro. Ci sono due cosmonauti russi ora a bordo e tre nuovi in arrivo. È estremamente improbabile che succeda mai qualcosa del genere. E sicuramente le parole di Rogozin su Twitter non vanno prese troppo sul serio. In sintesi: non ha minacciato di far cadere la Stazione Spaziale, ma ha cercato di ricordare come la Russia sia fondamentale per la stazione, seppur con degli esempi non esattamente felicissimi. Non c’è stata alcuna risposta da altri partner, se non che si continua a lavorare diplomaticamente. È troppo presto per sapere con certezza molto altro. Quindi, per ora, niente panico.
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