Iss, perché i rilevatori di fumo della Stazione si sono attivati?

L’equipaggio presente nel segmento russo dell’avamposto umano ha dichiarato di aver sentito odore di plastica bruciata. L’utilizzo di un filtro atmosferico ha permesso di eliminare il possibile inquinamento da fumo

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La Stazione Spaziale Internazionale (foto archivio Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Bolzani9 Settembre 2021


Non è un mistero: la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) inizia ad avere i suoi anni e i problemi a bordo stanno diventando più frequenti. Vladimir Solovyov, ingegnere capo della compagnia Energia, ha persino parlato di “danni irreparabili”, riguardanti soprattutto il segmento russo dell’avamposto. Nelle ultime ore è arrivato dallo spazio un nuovo campanello d’allarme, che potrebbe avere delle conseguenze sui prossimi anni di attività della Iss. I rilevatori di fumo presenti a bordo della stazione si sono attivati e l’equipaggio ha sentito odore di plastica bruciata.

Com’è stato risolto il problema?

L’incidente è avvenuto durante la ricarica delle batterie della Iss e non ha avuto conseguenze gravi. In un comunicato stampa di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, infatti, si legge che l’utilizzo di un filtro atmosferico ha permesso di eliminare “il possibile inquinamento da fumo” e che l’equipaggio ha trascorso il resto della notte senza problemi. Roscosmos ha assicurato che “tutti i sistemi funzionano normalmente” e ha confermato che la passeggiata spaziale prevista per oggi pomeriggio si svolgerà con regolarità.

Le condizioni della Stazione Spaziale Internazionale (Iss)

Vladimir Solovyov è stato molto chiaro: almeno l’80% dei sistemi presenti a bordo del segmento russo della Iss ha superato la sua “data di scadenza”. Gli esperti hanno anche individuato delle piccole crepe che potrebbero peggiorare col passare del tempo. Di fronte a questi problemi, la Russia ha reso noto che potrebbe abbandonare l’avamposto umano dopo il 2025. La nazione potrebbe concentrarsi sulla creazione di una sua Stazione Spaziale. La Iss era stato progettata per restare nello spazio per circa 15 anni, limite che ha abbondantemente oltrepassato, grazie anche a costanti interventi di manutenzione (memorabili quelli svolti da Luca Parmitano e Andrew Morgan nel 2019 e nel 2020). I piani attuali prevedono che la Stazione resterà attiva almeno fino al 2024, per poi essere smantellata o distrutta dopo 2028.


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