Ambiente

Cop26, nel piano di finanziamento fondi extra ai Paesi poveri

Sì avvicina l’inizio della Cop26, che si terrà dal prossimo 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow. Per riuscire ad rompere l’impasse tra i Paesi sviluppati e quelli più poveri, ai primi saranno offerti miliardi di dollari in più di finanziamenti. Il Governo britannico, in qualità di ospite della vertice sul clima delle Nazioni Unite, lunedì 25 ottobre svelerà le proposte, insieme ai ministri di Germania e Canada. Questi sono stati incaricati di elaborare un piano per la finanza climatica, necessario per ottenere l’appoggio di decine di Paesi in via di sviluppo durante la Cop26.

Cop26, le promesse (disattese) dei Paesi ricchi

Secondo quanto riportato dal Guardian, il piano di finanziamento per il clima della Cop26 rischia di essere messo in ombra da un’altra disputa. Questa riguarderebbe il Governo britannico e gli aiuti all’estero. Infatti Rishi Sunak, cancelliere dello scacchiere, starebbe preparando nuovi tagli al budget per gli aiuti del Regno Unito nella revisione completa della spesa di mercoledì. Questo andrebbe contro i desideri dei sostenitori nel gabinetto della Cop26.

Ai Paesi poveri, dal 2009, è stato promesso che entro il 2020 avrebbero ricevuto oltre 100 miliardi di dollari all’anno dai Paesi più ricchi, da fonti sia pubbliche che private. Questo per aiutarli a tagliare i gas serra e far fronte agli impatti delle condizioni meteorologiche estreme. La promessa, però, non è stata mantenuta. Un rapporto dell’OECD, riportato dal Guardian, avrebbe evidenziato come siano stati forniti solo circa 80 miliardi di dollari.

Sharma: “La fiducia è un bene difficile da conquistare e fragile nei negoziati sul clima”

I Paesi sviluppati devono mantenere i 100 miliardi di dollari all’anno promessi alle nazioni in via di sviluppo. Questa è una cifra totemica, una questiona di fiducia. La fiducia è un bene difficile da conquistare e fragile nei negoziati sul clima“. Così Alok Sharma, ministro del Governo britannico e presidente della Cop26. Secondo quanto emerso i finanziamenti extra sono già stati annuncianti da USA, Germania, Canada, Giappone e altri Paesi, ma non basterebbero.

Il piano, secondo quanto emerso, proporrà di raggiungere i 100 miliardi di dollari prendendo una media dei finanziamenti forniti dal 2020 al 2025, invece che dai singoli anni. La maggior parte dei fondi dovrebbe essere dedicata all’adattamento piuttosto che al taglio delle emissioni.

 

Redazione

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