SALUTE

Sindrome delle gambe senza riposo | Malattia di Putin? I segnali per riconoscerla

Sin dallo scoppio della guerra in Ucraina il mondo intero si interroga sulle condizioni di salute di Vladimir Putin. E nuovi possibili sintomi di malattia per il presidente della Russia sono giunti più volte in queste settimane, prima grazie a un filmato del ‘Daily Mail’ e poi a uno del ‘Daily Express’. In entrambi si vede lo Zar alle prese con un disturbo piuttosto comune, ma che può nascondere problemi più gravi: la sindrome delle gambe senza riposo.

Putin è infatti apparso a metà maggio in un incontro con il presidente del Tagikistan, Emomali Rahmon, in una condizione per lui inconsueta e forse anomala. Lo ha quindi ripetuto nel secondo weekend di giugno, consegnando il Premio di Stato della Federazione Russa al regista Nikita Mikhalkov al Cremlino. Rispetto all’approccio gelido che lo ha sempre contraddistinto, il presidente della Russia ha mostrato un particolare movimento che parte dal piede sinistro e interessa poi l’intera gamba fino al ginocchio. Si tratta appunto della sindrome delle gambe senza riposo, anche conosciuta come la malattia di Willis-Ekbom. Ecco quindi di che cosa si tratta, quanto è diffusa e che cosa potrebbe nascondere. Senza dimenticare dei preoccupanti tremori che hanno contraddistinto nell’estate 2019 anche Angela Merkel.

Sindrome delle gambe senza riposo: che cos’è, come si manifesta, come riconoscerla

Il disturbo è molto noto al mondo della medicina, tanto da essere finito al centro dell’attenzione dell’Istituto superiore di Sanità. L’ISS lo definisce come “una comune malattia del sistema nervoso che causa la necessità urgente e irresistibile di muovere le gambe“. La sindrome delle gambe senza riposo, che si manifesta spesso durante il sonno, si può presentare anche durante la veglia. E spesso si associa “anche a movimenti involontari delle gambe e delle braccia, noti come movimenti periodici degli arti (PLMS)“.

Foto | Pixabay | DimitroSevastopol

I neurologi che hanno studiato la sindrome delle gambe senza riposo per l’ISS “ritengono che alla base della malattia siano presenti alterazioni a livello di specifici processi neurochimici, in particolare della dopamina“. Studi epidemiologici parlano anche di un’ereditarietà genetica, che potrebbe provocare la comparsa del disturbo anche prima dei 40 anni d’età. Il motivo per cui gli episodi si presentano più frequentemente di sera o di notte sono invece naturali. I livelli di dopamina presentano infatti un normale calo di concentrazione a fine giornata.

Tra i fattori che potrebbero scatenare la sindrome delle gambe senza riposo ci sono possibili effetti collaterali di farmaci come antistaminici, antidepressivi, antipsicotici, beta bloccanti calcio-antagonisti, metoclopramide usato come anti nausea, litio utilizzato per trattare il disturbo bipolare. Cause legate allo stile di vita sono invece stress, mancanza di esercizio fisico, eccesso di peso, abuso di alcool, caffeina o fumo di sigarette. Tra le condizioni connesse al disturbo spicca l’anemia. Il disturbo, però, potrebbe anche celare insufficienza renale, diabete, morbo di Parkinson, artrite reumatoide, fibromialgia, ipotiroidismo. Occorre anche parlare della gravidanza, dato che una donna incinta su cinque ne è soggetta. I sintomi però tendono a scomparire dopo il parto.

Foto | Pixabay | StartupStockPhotos

Se si soffre però di semplici movimenti inconsulti degli arti, però, non è il caso di agitarsi. Per soffrire della stessa malattia di Vladimir Putin, infatti, devono presentarsi anche ulteriori sensazioni spiacevoli o dolorose. La sindrome delle gambe senza riposo si manifesta infatti anche con dolori ai polpacci e formicolii, bruciori o prurito nella zona dell’arto che si muove. In più si accompagnano anche altri sintomi, come una sensazione di brividi o quella di avere “acqua gassata nelle vene“. In presenza dei soli movimenti inconsulti, quindi, abbandonarsi alla paura è quantomeno prematuro.

Marco Enzo Venturini

Giornalista pubblicista dal 2018, entrare nell'albo è stato contemporaneamente un traguardo e una nuova partenza di una rincorsa iniziata sei anni prima scrivendo per diverse realtà editoriali sul suolo nazionale. O forse già quando, a cinque anni, il mio gioco preferito era una vecchia macchina da scrivere di famiglia. Appassionato di politica, geografia, cinema e sport, oltre che della lingua italiana: mi piace provare a scrivere ciò che vorrei leggere.

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