Quasi otto italiani su dieci sono critici sulla qualità del sistema sanitario regionale. I risultati dell’indagine mostrano che una buona parte degli italiani è attenta alla propria salute, pur non potendo sempre contare su un servizio sanitario adeguato
Gli italiani bocciano il Ssn. Il 90% degli intervistati ritiene di non essere soddisfatto del Servizio Sanitario Nazionale, nove italiani su dieci si lamentano, infatti, delle liste d’attesa insostenibili. Per l’88% si aspetta troppo per una prima visita, per l’85% per esami diagnostici specifici o per esami di controllo e per l’84% per interventi chirurgici. Questi sono i risultati dell’indagine dell’EngageMinds HUB, del Centro di ricerca dell’Università Cattolica di Cremona diretto da Guendalina Graffigna da cui emerge che sette italiani su dieci pensano che il governo debba investire maggiormente nel sistema sanitario pubblico e solo due su dieci pensano che sia meglio farlo nel privato. Cinque italiani su dieci lamentano, inoltre, di non riuscire a trovare sempre medici competenti. Il dato positivo è che oltre metà degli italiani dichiara di sentirsi in buona salute.
I risultati dell’indagine mostrano che una buona parte degli italiani è attenta alla propria salute, pur non potendo sempre contare su un servizio sanitario adeguato e al passo con le richieste. Il “check-up” sulla salute degli italiani e sul Sistema sanitario nazionale che emerge da EngageMinds Hub, Centro di ricerca dell’Università Cattolica, mostra che:
Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub dell’Università Cattolica, dichiara: “Le evidenze rilevate dall’ultimo Engagement Monitor tratteggiano sì il quadro di un cittadino italiano sempre più attento alla sua salute e proattivo nella gestione della cura, ma le cui aspettative di ‘engagement’ nel percorso sanitario sono in qualche modo frustrate dall’esperienza di un personale sanitario non sempre disponibile o pronto a cogliere anche questa nuova dimensione partecipativa e psico-sociale del paziente”.
“Gli italiani appaiono divisi tra chi guarda di buon grado la sanità privata (tendenzialmente tra i più giovani) e chi invece auspica maggiori investimenti e rilancio della sanità pubblica – continua Graffigna -. In generale quello su cui si dovrebbe investire è anche la promozione di un engagement consapevole dei cittadini nella loro fruizione del sistema sanitario nazionale, volto a valorizzarne la dimensione di bene comune, e quindi di corresponsabilità dei fruitori stessi nella sua efficienza e sostenibilità”.
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