Secondo John Bell, professore di medicina all’Università di Oxford e consigliere del governo inglese per l’emergenza Covid-19, quella causata dalla variante Omicron “non è la stessa malattia con cui avevamo a che fare un anno fa”. Per l’esperto, gli alti tassi di decessi causati dal Covid nel Regno Unito sono ormai solo un lontano ricordo. Anche se nelle ultime settimane i ricoveri sono aumentati, la malattia “sembra essere meno grave e molte persone passano relativamente poco tempo in ospedale”. Il numero dei pazienti che hanno bisogno dell’ossigeno è sempre più ridotto e in media la durata del ricovero non supera i tre giorni.
Non tutti gli scienziati britannici concordano con la visione ottimistica di Bell. Alcuni di loro hanno criticato la decisione del governo di non introdurre nuove restrizioni in vista del Capodanno, arrivando a definire questa scelta “la più grande divergenza tra il parere della comunità scientifica e quello della politica” dall’inizio della pandemia. Anche se la variante Omicron sembra causare una forma del Covid meno grave, gli esperti sono preoccupati dalla sua elevata trasmissibilità e ritengono che senza nuove misure le ospedalizzazioni e i decessi potrebbero crescere rapidamente.
A preoccupare è anche la tenuta del National Health Service (Nhs). Il sistema sanitario nazionale del Regno Unito rischia di essere messo in ginocchio dall’elevato numero di membri dello staff in isolamento a causa del contatto con un positivo. Gli esperti prevedono che, “nel caso peggiore”, fino al 40% del personale potrebbe essere impossibilitato a lavorare. Un’altra preoccupazione è legata al possibile aumento dei contagi nella fascia più anziana della popolazione. Dopotutto nel periodo delle feste gli incontri tra parenti di varie età diventano più frequenti. Nelle prossime settimane questi contatti potrebbero avere un impatto sulle ospedalizzazioni.
Secondo George Eustice, il segretario di stato per l’ambiente, ha dichiarato che il governo sta monitorando con attenzione gli ingressi in ospedali. Ha riconosciuto che le infezioni causate dalla variante Omicron sono in crescita, ma ha anche evidenziato che per il momento le ospedalizzazioni sono molte meno rispetto a quelle delle precedenti ondate. “Al momento riteniamo che non ci siamo abbastanza prove della necessità di nuove restrizioni. Naturalmente continueremo a monitorare la situazione. Se noteremo un forte incremento delle ospedalizzazioni sarà necessario pensare a nuove misure”.
La decisione del governo inglese di non introdurre ulteriori restrizioni è stata annunciata lunedì e ha generato delle reazioni miste nella comunità scientifica. Simon Clarke, professore di microbiologia cellulare all’Università di Reading, ha dichiarato che l’amministrazione di Boris Johnson ha basato la propria scelta su dei dati incompleti. I numeri a disposizione del governo, infatti, non contenevano i dati raccolti tra la vigilia di Natale e Santo Stefano.
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