Crisanti: “Senza le terze dosi avremo numeri peggiori di Uk in 4 mesi”

Per il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, esistono solo due strade per uscire dalla pandemia: somministrare la terza dose di vaccino a tutti e portare la durata del Green Pass a sei mesi

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newsby Alessandro Bolzani7 Ottobre 2021


Per Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, esistono solo due strade per uscire dalla pandemia: somministrare la terza dose di vaccino a tutti e portare la durata del Green Pass a sei mesi. Per l’esperto l’inoculazione del richiamo “deve coinvolgere praticamente tutti. Deve essere una terza dose che ripercorre tutto quello che abbiamo fatto con la prima e la seconda. Altrimenti non avremo la copertura necessaria”. Crisanti ha sottolineato che la dose booster dev’essere somministrata dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale e quindi “non è pensabile aspettare i 12 mesi della scadenza del Green Pass”. Se si desidera rendere la certificazione verde uno strumento di sanità pubblica, il suo rinnovo deve avvenire “dopo il richiamo”.

Crisanti: “Non è accettabile raggiungere i numeri dell’Inghilterra”

Crisanti ha sottolineato che al momento in Italia l’emergenza Covid è sotto controllo, ma questa non è una buona ragione per abbassare la guardia. “Ci dobbiamo chiedere: perché siamo diversi dall’Inghilterra? Perché ci siamo vaccinati più tardi. Se questa è la ragione più plausibile, allora è chiaro che andrà portato avanti un programma sistematico di vaccinazione che preveda anche la terza dose. Altrimenti arriveremo a una situazione peggiore dell’Inghilterra nel giro di quattro mesi”.

Per quanto riguarda la riapertura delle attività, Crisanti sottolinea che “va tenuta presente una cosa: raggiungere un equilibrio con quello dell’Inghilterra, che ha 30-40mila casi al giorno e 150 decessi quotidiani, socialmente ed eticamente non credo che sia una cosa accettabile”. Significa, “che ogni anno avremmo circa 55mila morti Covid, cioè un numero pari al 9% di tutti i decessi annui di un Paese. E io non penso che sia accettabile avere un carico così elevato. Perché poi si pongono delle problematiche di questo tipo, etiche e di accettabilità sociale”.

“Riapertura discoteche? Dev’essere accompagnata da un programma sistematico di vaccinazione”

Per Crisanti, la riapertura delle discoteche e l’aumento della capienza degli stadi, “sono azioni che non possono essere disgiunte da un programma sistematico di vaccinazione anti-Covd che preveda anche la terza dose. Tutti i provvedimenti vanno presi in base a due fattori: la situazione epidemiologica attuale e la sua prospettiva evolutiva. La situazione attuale sicuramente è positiva perché abbiamo pochi decessi al girono, intorno a 30-40, che sicuramente riflettono livelli di trasmissione bassi”, ha concluso.


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