Violenza contro le donne, Boldrini: “C’è bisogno di rivoluzione”

Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, diversi esponenti politici hanno sottolineato l'importanza della tematica, affermando però che ancora molto deve essere fatto per combattere questo fenomeno

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Foto Wikimedia Commons | Alberto Gianera
newsby Vanessa Ciccarelli24 Novembre 2021



In vista della giornata contro la violenza delle donne, diversi esponenti politici hanno partecipato a un evento alla Casa Internazionale delle Donne a Roma. Tra i presenti anche la Presidente della commissione Pari Opportunità Laura Boldrini che ha sottolineato l’importanza di una rivoluzione culturale, a partire dalle scuole.

E’ stato fatto fino ad ora dal punto di vista delle leggi ma c’è ancora tanto da fare nella mentalità, soprattutto in quella maschile. Bisogna che nelle scuole si insegni la materia del rispetto, bisogna fare in modo che la responsabilità della famiglia ricada su uomini e donne” ha sottolineato la deputata Pd.

Basta con tutte le differenziazioni di genere, i violenti devono essere considerati come terroristi e mafiosi. C’è bisogno di una rivoluzione culturale, anche per il racconto dei media, troppo spesso si sta dalla parte sbagliata” ha commentato Laura Boldrini.

D’Elia: “Rafforzare empowerment femminile”


Servono invece più fondi per aiutare l’indipendenza economica delle donne, sottoline la portavoce della conferenza nazionale Donne Democratiche e responsabile parità Cristina D’Elia.

C’è un problema di tempistica sui fondi stanziati per i centri antiviolenza, nel PNRR c’è un piano che non è più straordinario. Ci vogliono più fondi e i piani devono essere più semplici ed efficaci, c’è bisogno di esperienza per gestire questo tema. Lavoriamo sul cambiamento maschile e sull’empowerment femminile che aiuti le donne a uscire e diventare indipendenti” ha specificato D’Elia.

Violenza donne, Letta: “In Europa polo maschilista, parte da due partiti italiani”


Il leader del Pd Enrico Letta, punta il dito invece sulla mentalistà maschilista che ha origine da due partiti italiani.

In Europa si sta creando un polo secondo cui il maschio viene definito in due categorie: disoccupato o lavoratore, per le donne c’è sempre una terza discriminante. Questa mentalità parte da due partiti italiani che insieme raggiungono il 40% e fanno capo alla famiglia dei conservatori europei” ha affermato Letta.

Se il partito democratico non vincerà questa battaglia potrà prendere migliaia di voti, niente riuscirà a reggere il giudizio” ha sottolineato il leader Pd.

Valente: “Troppi pregiudizi albergano anche le aule di giustizia”


Sono troppi i pregiudizi che albergano le aule di Giustizia” è invece il parere della senatrice del Partito democratico Valeria Valente e Presidente della commissione Femminicidi.

Quando il giudice di Reggio Emilia ci dice che non poteva prevedere l’omicidio che si è consumato noi rispondiamo che invece ha fatto un errore di valutazione. Negli anni ’90 dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino c’è stata una rivoluzione civica, tutti abbiamo preso parola schierandoci contro i responsabili. Ora i tempi sono maturi per farci sentire contro la violenza sulle donne” ha concluso Valente.


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