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“Sui referendum“ per la giustizia “lo sconcio è la censura, il silenzio, il bavaglio e che vengono nascosti da troppe televisioni e troppi politici, mentre sono un’occasione storica per milioni di italiani per fare le riforme che la politica non ha fatto in trent’anni”. Lo ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un appuntamento elettorale a Buccinasco, nel Milanese, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra locale, Manuel Imberti. “Continuo a sperare in un intervento del presidente Draghi e del presidente Mattarella e che dicano qualcosa”, ha aggiunto il segretario del Carroccio.
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“Noi abbiamo bisogno della pace domani mattina e se c’è bisogno di parlare con tutti, russi compresi, io lo faccio a testa alta”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini. “Adesso Letta, Renzi e Di Maio se uno lavora per la pace si incazzano. Penso che se aspettiamo Renzi e Di Maio per parlare di pace fra due anni siamo ancora qua a parlare di armi e di guerra”, ha aggiunto.
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“Noi stiamo lavorando per le tasse al minimo, poi sul salario c’è il dibattito aperto fra i sindacati e le associazioni. Il nostro obiettivo è la flat tax al 15% per le imprese, perché poi i salari li pagano le imprese e se pagano uno sproposito di tasse non riescono a pagare lo stipendio a nessuno”. Salvini commenta poi la discussione in corso sul salario minimo innescata dalle parole del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. “Non si può tornare alla scala mobile ovviamente, però adeguare stipendi e pensioni vista l’inflazione è fondamentale”.
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Ride, annuisce e preferisce cambiare argomento Matteo Salvini quando, durante un comizio elettorale a Buccinasco, dal pubblico si leva una voce di dissenso nei confronti del premier Mario Draghi sulle priorità dell’agenda di Governo. “Parliamo del sindaco di Buccinasco. Non farla troppo ampia”, ha concluso ridendo.
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“Tutti i numeri dicono che dopo due anni di pandemia e di morte la Lombardia è tornata ad essere la locomotiva d’Italia e una di quelle regioni che corrono e crescono di più in Europa. Quindi per me squadra che vince non si cambia. Se dipendesse solo da me si andrebbe avanti con questa squadra, ma ovviamente ci sono degli alleati che dovranno dare il loro parere”. Così infine Salvini ha risposto a chi gli chiedeva se la Regione dovesse continuare con la coppia Fontana-Moratti. “Come per il Milan, squadra che vince non si cambia”, ha concluso.
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