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La bocciatura della Corte Costituzionale ai referendum su eutanasia e cannabis scatena la durissima reazione di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Il primo quesito puntava a depenalizzare l’omicidio del consenziente, punito con la reclusione da sei a 15 anni. Con un’eccezione, che riguardava i minori: in questo caso il reato sarebbe rimasto e si sarebbero applicate le pene previste per l’omicidio.
“Oggi (ieri, ndr) il presidente Amato se l’è presa con i titoli delle nostre campagne, ma i cittadini avrebbero trovato il testo del contenuto del referendum. Il colpo assestato oggi è un colpo alla democrazia – ha commentato Cappato -. L’articolo che il referendum depenalizzava parzialmente era un articolo del codice penale risalente al fascismo che si chiama omicidio del consenziente. Ciò che un medico fa in Spagna in Italia non può essere fatto proprio per via di questo reato”.
Il secondo quesito mirava invece alla cancellazione delle pene per coloro che coltivano cannabis, per i quali è prevista la reclusione da due a sei anni e multe da 26mila a 260mila euro. Inoltre, chiedeva di eliminare la sanzione amministrativa della sospensione della patente.
Cappato ha parlato di “un clamoroso errore di Giuliano Amato. Le tabelle a cui fa riferimento riguardano la cannabis, non ha letto correttamente il combinato disposto. È una notizia falsa che il presidente della Corte Costituzionale ha dato. Il presidente Amato ha detto una cosa falsa”.
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