Si è svolto nella mattina di lunedì 26 giugno, alle ore 11.30, presso Sala Buzzati del Corriere della Sera, a Milano, la premiazione della seconda edizione del premio Alberto Giovannini, promosso da Webuild e intitolato all’economista scomparso. Un premio dedicato all’innovazione nelle infrastrutture, e rivolto a giovani laureati e laureandi in Ingegneria, Informatica ed Economia. Ad intervenire l’ad di Webuild, Pietro Salini, che ha parlato del Ponte sullo Stretto: “Il progetto sarà adeguato a quelle che sono le normative che, medio tempore, si sono modificate. Noi pensiamo che tutto questo si concluda con la posa della prima pietra spero per la primavera del 2024“.
Salini ha poi parlato di Webuild: “In realtà facciamo molto poco. Si vedono cartelli Webuild ovunque, ma perché sono le opere più significative, quelle più grandi, complesse e sfidanti. Le metropolitane e ferrovie ad alta velocità le facciamo noi, sono la nostra specialità. Tutto il resto non lo facciamo. Se guardiamo il mercato del Superbonus 110%, non abbiamo fatto nemmeno 100 lire“.
“Il Pnrr è un progetto che ha una visione temporale corta, di corto respiro. Crea delle opere che durano nel tempo, ma è un progetto che si interrompe nel 2026, perché è quello che è previsto. A noi invece serve un progetto di Italia che si inserisce negli scenari geopolitici che affrontiamo, e che abbia una visione di respiro, cioè l’Italia nel 2050“, ha concluso Salini a margine dell’evento.
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