POLITICA

Perché Vannacci chiama “decima” la “X”?

La scelta comunicativa del generale è stata aspramente criticata, sia dai partiti di opposizione che da Maurizio Lupi, leader di “Noi moderati”. Vediamo perché

In un nuovo spot elettorale, il generale Roberto Vannacci, candidato indipendente della Lega alle elezioni europee, ha invitato i cittadini a mettere “una decima” sul simbolo della Lega e a scrivere il suo nome tra le preferenze. “Li travolgeremo tutti con una valanga di voti” e cambieremo “questa Europa che non ci piace”, ha aggiunto. Il singolare termine usato per riferirsi alla “X” non è passato inosservato, soprattutto perché in molti hanno subito individuato un palese riferimento alla X Mas, un’unità militare nata sotto il fascismo. Tra chi ha preso le distanze da Vannacci c’è anche Maurizio Lupi, leader di “Noi moderati”.

Le critiche allo spot di Vannacci

Dura, come prevedibile, la reazione dei partiti dell’opposizione. Angelo Bonelli, deputato e portavoce di Europa Verde, ha parlato di un atto “assurdo e inaccettabile che offende profondamente la memoria storica e il rispetto per le vittime del nazifascismo”. Riccardo Magi, leader di +Europa, ha ribadito che “la legge italiana vieta l’apologia di fascismo”, mentre Piero De Luca, deputato del PD, ha affermato “Vannacci getta la maschera ed evoca la Repubblica sociale”.

Anche Maurizio Lupi, generalmente più vicino alle posizioni della Lega, ha criticato la scelta comunicativa: “È vero che la X Mas ha compiuto grandi imprese militari, ma ha anche scritto pagine terribili nella storia sociale e politica dell’Italia e non può essere considerata un simbolo nazionale. Vannacci smetta di dire sciocchezze e torni a farsi fotografare ai fornelli, lo preferiamo così”.

Il chiarimento di Vannacci

In seguito alle critiche ricevute, Vannacci ha ritenuto opportuno fare chiarezza sulla sua dichiarazione, specificando che il riferimento era alla Decima X “glorioso reparto della regia Marina che ha operato fino al 1943 e del quale tra gli altri faceva parte anche Teseo Tesei”. Per il generale, quindi, il messaggio che voleva lanciare è stato frainteso. Il suo staff ha portato avanti la stessa versione citando il significato della X Mas presente sulla Treccani: “La Decima Mas, come riportato dalla Treccani, è il reparto dei mezzi d’assalto della Marina italiana che nel marzo del 1941 assunse la denominazione di X flottiglia Mas. Nel libro ‘Il coraggio vince’ il generale Vannacci ricorda come da ragazzo fu ispirato ad entrare nei corpi speciali dalle imprese compiute dalla X flottiglia Mas prima dell’armistizio”.

L’altra faccia della X Mas

Per quanto vere, le dichiarazioni di Vannacci e del suo staff sono incomplete, perché si limitano a citare solo la storia della X Mas precedente all’8 settembre 1943, quando il reparto divenne “una formazione militare autonoma per continuare a combattere a fianco del Terzo Reich. In questa fase, fu impegnata soprattutto nella lotta contro i partigiani”. Come ricordato da Bonelli, la X Mas è stata “responsabile di almeno 300 morti innocenti secondo le stime dell’Atlante delle stragi nazifasciste”. Ha poi aggiunto che “gli uomini della Flottiglia X MAS marchiavano o incidevano sul petto degli sventurati la “X” della decima. Dagli alberi delle strade pendevano i corpi dei partigiani con un cartello al collo che recitava: ‘È passata la Decima’”.

La Lega ha difeso il generale. Andrea Crippa ha sottolineato che “al netto di come chiede il voto, [Vannacci] è un esempio di identità, di difesa dei confini, è uno che ha lavorato nei contesti più delicati e ha difeso l’Italia”. Per Salvini “il fascismo è morto e sepolto nel Novecento, fortunatamente, come il nazismo e come il comunismo, eppure qualcuno perde tempo su Salvini o su Vannacci”.

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Alessandro Bolzani

Cresciuto a pane e libri, nutro da sempre una profonda passione per la scrittura e il mondo dei media. Dal 2018 sono redattore (o copywriter, come dicono quelli bravi) per alcuni grandi editori italiani occupandomi principalmente di salute e benessere, scienze e tecnologia. Nel 2019 ho debuttato come autore con il romanzo urban fantasy "I guardiani dei parchi", edito da Genesis Publishing.

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