Prosegue la stesura della legge di bilancio, non senza tensioni all’interno della maggioranza. Il governo, pur confermando la propria volontà di lasciarsi alle spalle Quota 100, ha però messo in chiaro di voler evitare la creazione di nuovi “scaloni” pensionistici. Una presa di posizione che rende di fatto impossibile accogliere la richiesta, avanzata dalla Lega, di applicare per due anni Quota 102, con la quale i lavoratori andrebbero in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi. La ragione va ricercata nel fatto dal terzo anno in poi per gli esclusi scatterebbe l’effetto “scalone” che il governo vuole scongiurare. Un’altra richiesta che non sarà accolta è quella, avanzata dalla Lega e da altri partiti, dell’incremento dei fondi per il taglio del cuneo fiscale.
Anche la delicata situazione di Monte dei Paschi di Siena sta influenzando la stesura della legge di bilancio. Secondo alcune fonti governative, se la trattativa con Unicredit dovesse saltare potrebbe essere necessario temporeggiare, chiedendo una proroga per la cessione alla Bce e all’Ue. In caso contrario, sarebbe necessario prevedere una ricapitalizzazione da 4 o 5 miliardi per salvare la banca.
Matteo Salvini, il leader della Lega, non ha ancora commentato il tema Mps, limitandosi parlare della legge di bilancio. Il suo timore è che le richieste avanzate dalla Lega possano non essere accolte. “Chiederemo al governo che gli otto miliardi di taglio di tasse diventino anche di più”, ha dichiarato. “Non si può intervenire a gamba tesa”, ha poi aggiunto, riferendosi alla bocciatura di Quota 102 da parte dei sindacati. Il leader della Lega ha spiegato di aver contattato Draghi, dal bunker di Palermo dove si svolge il processo Open Arms, per ottenere rassicurazioni sulle pensioni.
Al momento il governo sta ipotizzando una graduale uscita da Quota 100, con Quota 102 nel 2022, Quota 103 nel 2023 e Quota 104 nel 2024. Si stanno vagliando anche delle possibili misure a sostengo di donne e lavori gravosi. La Lega propone di estendere il contratto di espansione alle aziende tra 50 e 100 dipendenti e di introdurre uno scivolo di un anno per la pensione dei lavoratori delle aziende sotto i 15 dipendenti. I costi di ciascun intervento stanno venendo valutati con attenzione. Tra le possibilità prese in considerazione c’è l’estensione del Superbonus e la reintroduzione del bonus facciate (che però passerebbe dal 90% al 70%). Potrebbe non esserci, invece, il rinnovo del cashback. Su questo punto Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, è pronto a combattere.
Per quanto riguarda il taglio delle tasse, Draghi e il ministro Franco vorrebbero destinare gran parte degli 8 miliardi a disposizione per tagliare il cuneo ai lavoratori (con i contributi o ampliando il bonus Irpef). Il centrodestra e gli industriali, invece, chiedono di pensare anche alle imprese e di tagliare o abolire l’Irap.
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