Norvegia, vince la sinistra: chi è il nuovo primo ministro

Alle elezioni norvegesi vincono i laburisti guidati da Jonas Gahr Støre: la leader dei conservatori Erna Solberg esce di scena dopo otto anni

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Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio14 Settembre 2021


Dopo otto anni di governo conservatore, la Norvegia svolta a sinistra. Il partito laburista e i suoi alleati hanno vinto le elezioni con una netta maggioranza conquistando 104 seggi contro i 64 della coalizione. Politiche ambientali, crisi climatica e sfruttamento di gas e petrolio, questi i temi che hanno dominato il dibattito durante la campagna elettorale in Norvegia, decretando la vittoria a sinistra.

Norvegia, chi sarà il nuovo primo ministro

A prendere le redini del Paese sarà Jonas Gahr Støre, leader del Partito Laburista. “Quindi è ormai chiaro che il popolo norvegese vuole una società più giusta. Grazie mille a tutti coloro che hanno contribuito a questo e hanno votato per il cambiamento“. Queste le parole del nuovo primo ministro norvegese, che prende il posto di Erna Solberg, primo ministro dal 2013. Classe 1960, Støre è in politica da decenni. Ha avuto vari incarichi in governi di centrosinistra a partire dal 1989. Prima, ministro degli Esteri dal 2005 al 2012, poi ministro della Salute, sempre sotto il governo di Jens Stoltenberg. Suo padre era un famoso armatore navale e la sua famiglia possiede quote in varie attività. Si stima che abbia un patrimonio personale di circa 14 milioni di euro.

Erna Solberg esce di scena dopo otto anni

Conosciuta anche come “Iron Erna”, la leader dei conservatori è stata a capo del governo conservatore più longevo della storia norvegese. Famosa per la sua severa politica sull’immigrazione, la premier uscente ha ammesso la sconfitta ancor prima della diffusione dei dati definitivi. Durante il suo lungo governo, Erna Solberg aveva ampliato lo sfruttamento petrolifero lungo le coste norvegesi riducendo allo stesso tempo le tasse. La Norvegia è infatti il principale produttore di petrolio dell’Europa occidentale, con circa 3 milioni di barili al giorno. Oltre a essere il terzo esportatore mondiale dopo Arabia Saudita e Russia.

Quali gli alleati del nuovo esecutivo

I risultati hanno confermato dunque i pronostici che vedevano in testa la sinistra dopo una campagna elettorale incentrata sui temi del cambiamento climatico e dello sfruttamento energetico. Secondo molti osservatori le scelte del prossimo governo avranno dunque un forte impatto sul settore dell’energia e una importante virata ecologista. Insieme ai suoi alleati, quindi Partito di Centro e Sinistra Socialista, il nuovo esecutivo potrà contare su una maggioranza assoluta di 89 seggi. Non dovrà dunque trattare con il Partito Rosso, marxista e antieuropeista, e con i Verdi, noti per le loro posizioni intransigenti sulla dismissione rapida dell’industria dell’estrazione del petrolio.

 

 

 


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