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Non è un momento facile per il Movimento 5 stelle. Alla vigilia del voto di fiducia al Governo Draghi in programma mercoledì alla Camera dei Deputati (giovedì ci sarà poi la votazione in Senato) il partito è martoriato da polemiche interne, dissidi tra i rappresentanti in Parlamento e malumori da parte degli attivisti. Proprio questi ultimi spingono per un nuovo voto sul portale Rousseau, rivolgendo in rete un appello al Capo Politico pro tempore Vito Crimi e al garante Beppe Grillo. La frattura, insomma, è evidente e risanarla pare al momento esercizio assai complesso.
La petizione partita da un gruppo di attivisti M5s, come riporta Ansa, chiede una “immediata nuova consultazione, che ponga gli iscritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull’indirizzo politico dell’Assemblea al quale uniformarsi”.
Giovedì scorso il 59,3% degli iscritti al Movimento 5 Stelle aveva detto “sì” a Mario Draghi sulla piattaforma Rousseau. Il risultato del ‘referendum’ online riservato agli attivisti aveva scatenato, tra gli altri, la reazione di Alessandro Di Battista, che avrebbe di lì a poco confermato l’intenzione di lasciare il Movimento.
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“Vedo una grande palude parlamentare che sta sostenendo Draghi. Dobbiamo trovare il modo per fare opposizione“. Queste le parole di Pino Cabras, deputato M5s dichiaratosi fra i dissidenti, pronto perciò ad opporsi al nuovo esecutivo.
“Non sono previste riunioni – ha poi aggiunto il parlamentare –, ma dobbiamo ripensare la nostra partecipazione al Governo. Io voterò no al vito di fiducia, è necessaria un’alternativa al Governo Draghi, un gruppo di opposizione che faccia il suo mestiere”. Cabras non sembra temere provvedimenti dai vertici del partito: “Esiste un moto di ribellione nel Movimento. Questo mondo non può essere ignorato”.
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A confermare il momento difficile del Movimento 5 stelle è un’altra rappresentante del partito a Montecitorio, Carla Ruocco. “Sì, c’è una frattura – ha detto ai cronisti -. Ma bisogna pensare ai temi e al raggiungimento degli obiettivi per i cittadini, che sono in difficoltà”.
“Il momento non è bello però c’è stata una votazione su Rousseau e si va avanti – ha aggiunto -. Sul voto di fiducia, non sta a me dire se è giusta una eventuale espulsione per chi vota no. Congresso per leadership? I momenti di democrazia sono sempre uno spunto importante”.
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Un senatore che sembrerebbe essere propenso a non votare la fiducia al Governo è il pentastellato, Daniele Pesco. “Secondo me la situazione è cambiata molto da come era prima del voto di Rousseau“, le sue parole. E ancora: “Quello che voglio dire è che abbiamo perso il primato politico e che al Movimento 5 stelle sono stati dati ministeri poco importanti, quindi non strategici come altri. Questa cosa pesa moltissimo“, ha continuato fuori Palazzo Madama.
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