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Landini: “La tragedia di Crotone si poteva evitare”

A margine del convegno “Istruzione: diritto incondizionato universale e risorsa sociale”, svolto presso il centro congressi Frentani, Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil, ha parlato del decreto flussi. “Credo ci sia bisogno di un cambio del modo con cui si affronta questo tema per evitare che le persone muoiano mentre scappano dalla carestia e dalla fame e finire di colpevolizzare. Viviamo in un Paese caratterizzato da una forte denatalità  e nel quale il numero di giovani italiani che se ve vanno è maggiore rispetto a quello delle persone che vengono da noi. Ci sono delle responsabilità molto gravi sia in termini di parole dette, sia di responsabilità, perché quella strage si poteva e si doveva evitare e credo che bisogna che si cambi il mondo in cui fino ad oggi sono state affrontate queste tematiche“.

Congresso, Landini: “Vogliamo confrontarci con governo e forze politiche su crisi democratica”

Landini ha poi spiegato che “la manifestazione di sabato è stata proclamata da Cgil, Cisl e Uil ed è aperta, come ogni manifestazione sindacale, a tutte le persone che vogliono partecipare e condividere gli obiettivi della manifestazione che è il diritto di combattere lo squadrismo e il fascismo, oltre a difendere il diritto delle insegnanti e degli insegnanti ad applicare i principi della nostra Costituzione per sviluppare la scuola in questa direzione. Noi ci siamo sempre rivolti a tutte le forze politiche per cambiare cose che ci sembrano sbagliate. A marzo al congresso della Cgil abbiamo invitato tutte le forze politiche e il governo, se accetteranno il nostro invito avranno l’opportunità di confrontarci. Noi continuiamo ad essere un soggetto che ha la sua autonomia e la vogliamo difendere gelosamente. E stiamo dicendo a tutti che c’è una crisi democratica che va affrontata, con una rottura avvenuta tra mondo del lavoro e la rappresentanza politica per l’aumento della precarietà e i salari sono peggiorati“.

“Bisogna introdurre il diritto alla formazione dentro l’orario di lavoro normale”

Landini ha poi affrontato la questione della settimana lavorativa breve, che è già stata introdotta in alcuni Paesi europei con buoni risultati. “Noi stiamo proponendo la riduzione settimanale a quattro giorni con la riduzione di orario a parità di salario e quindi non vedo differenze. Credo che bisogna mettere al centro questa discussione che significa investire sulla qualità del lavoro e sul superamento della precarietà e introdurre il diritto alla formazione e all’istruzione che sia dentro l’orario normale retribuito. Questo poi porta ad un rapporto con le nuove tecnologie e con la necessità che gli aumenti di produttività e di efficienza siano ridistribuiti in termini di crescita del salario e in termini di maggiore occupazione. Questo comporta per le aziende una distribuzione dell’utilizzo degli impianti e servizi su più giornate, come il sabato. Il punto è che le singole persone devono poter lavorare quattro giorni alla settimana ma non di quaranta ore“, ha concluso Landini.

Redazione

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