POLITICA

Indice Rt in crescita, ma niente più regioni in zona rossa da lunedì

Le regioni italiani si accingono a dare l’addio al colore rosso. A meno di clamorose novità dell’ultimo minuto, il consueto monitoraggio della cabina di regia porterà con tutta probabilità a far sì che l’Italia si tingerà quasi tutta di giallo. L’indice Rt passa da 0,85 della scorsa settimana a 0,89. L’incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 su 100.000 abitanti registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127. Le uniche regioni che dovrebbero essere in arancione saranno la Sardegna, la Sicilia e la Valle d’Aosta; quest’ultima unica a restare in rosso. Gli indici in miglioramento fanno sperare invece Calabria, Puglia e Basilicata, che probabilmente da lunedì 10 maggio diventeranno anche loro gialle.

Confermate nella fascia più bassa di rischio tutte le altre regioni. Eccezion fatta per il Veneto, che potrebbe andare incontro a un peggioramento cromatico. Non c’è particolare pressione sugli ospedali (la terapia intensiva è al 15%), ma il dato sui positivi mette a rischio la permanenza della Regione tra le aree con misure meno restrittive. Un lieve aumento dei casi positivi alla Covid-19 ha fatto alzare l’indice Rt a 0,95 e l’indice di incidenza sulla popolazione è di 97 su 100.000 abitanti. Più probabile, comunque, che si riconfermi, almeno per una settimana, in zona gialla.

Indice Rt, i dubbi delle Regioni. Fedriga: “Poco affidabile”

Ma proprio sulla valutazione dell’indice sorgono i dubbi delle Regioni. “La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l’indice Rt che oggi andiamo a valutare”, ha detto infatti il presidente della Conferenza delle Regione, Massimiliano Fedriga, intervenuto a Sky Tg24. Ritenuto poco affidabile, in alternativa, per Fedriga “un indice da tenere in considerazione è l’indice Rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante e che non dà una visione distorta”.

Lorenzo Grossi

Classe '89, appassionato sin da piccolo di sport e scrittura. Già da "pischello" scrivevo come collaboratore per alcune testate giornalistiche a cui ho man mano affiancato radio, agenzie di stampa, tv e quotidiani cartacei. Ora è il momento di newsby! Nel carnet anche una breve ma intensa carriera di direttore di gara di calcio a 11.

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