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“Con Draghi incontro proficuo e cordiale”: Giuseppe Conte riassume così il breve colloquio avuto con il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Il leader 5 Stelle ribadisce l’appoggio del partito al piano vaccinale del governo ed esprime le perplessità grilline sulla riforma della Giustizia, tema centrale dell’incontro. “Ho assicurato”, ha detto l’ex presidente del Consiglio, “il contributo costruttivo del m5s. Ma ho ribadito che saremo molto vigili nello scongiurare che non si creino sacche di impunità. Nell’iter parlamentare su questo saremo molto attenti”.
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“Non abbiamo parlato di fiducia, ma di eventuali interventi che possano migliorare il testo”, ha detto poi Conte in riferimento al confronto con Draghi. “Mettiamo da parte le bandierine, dobbiamo parlare agli italiani. Cosa vogliamo assicurare agli cittadini? Una riforma della giustizia con tempi chiari e definiti ma anche assicurando il principio che alle vittime dei reati va assicurata giustizia. Non possiamo creare le condizioni di rischio che possano svanire nel nulla i processi. E queste sono preoccupazioni che devono riguardare tutte le forze politiche”.
La riforma Cartabia è stata licenziata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 9 luglio e ora il provvedimento è atteso in Parlamento dal prossimo venerdì. Il punto più divisivo riguarda la modifica della riforma Bonafede del 2019 che aveva congelato la prescrizione. Si prevede che durante il primo grado decorra regolarmente, mentre in Appello ci sono due anni per celebrare il processo; un anno per il giudizio di Cassazione. Se il timing non viene rispettato il processo si ferma e diventa “improcedibile”.
Possibile prevedere l’allungamento dei tempi di un ulteriore anno in Appello e di altri sei mesi in Cassazione. Dovrebbero anche essere fatti salvi i diritti delle vittime dei reati di proseguire la causa per il risarcimento dei danni davanti al giudice civile, anche nel caso di processi ‘fermati’ dalla nuova tempistica. Questo nodo è il più difficile da digerire per i 5 Stelle e la loro “lotta all’impunità”. Secondo l’Associazione nazionale magistrati, sono 150mila i processi che in Appello finirebbero nella “tagliola” per il contingentamento dei tempi.
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Sostegno è stato ribadito inoltre da Conte al ddl Zan. Altra questione, la transizione ecologica. Conte ha ribadito la fiducia di M5S nel ministro Roberto Cingolani, ma “ora passare dagli slogan ai fatti”. Conte ha poi escluso di correre per le elezioni suppletive, per un seggio alla Camera, dicendo che “per me la politica è dappertutto, in piazza, nei territori. In questo momento il mio impegno prioritario è lavorare per il rilancio di Movimento 5 Stelle”.
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