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Governo Draghi, perché la spallata del M5s? Conte attacca: “Noi insultati”

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Buona parte dei riflettori di giornata erano puntati su di lui, ma nel giorno in cui la crisi di governo è diventata ufficiale non è arrivata nessuna parola in più. Il leader pentastellato Giuseppe Conte è arrivato a Montecitorio per incontrare i parlamentari del M5s. Il capo politico è entrato a palazzo senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Conte e le misure che il M5s chiedeva al governo

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Anche la giornata di mercoledì, con le dichiarazioni sul mancato voto di fiducia al governo Draghi, si era consumata a lungo nel silenzio di Giuseppe Conte. Solo in serata erano arrivate da lui le giustificazioni sullo strappo che ha poi trascinato Lega e anche Forza Italia. “Oggi c’era l’occasione per confrontarsi in modo ufficiale, e ricevere impegni precisi dal presidente Draghi. Ma il Movimento 5 stelle è diventato il bersaglio di un attacco politico“, ha affermato.

Gli italiani attendono delle misure, ci sono priorità che noi avevamo indicato nell’agenda sociale di governo. Dovevamo definirla per il tempo che restava, indicando più specificamente le misure. Dovevamo dare indicazioni più puntuali su forme e modi. Invece mi sembra che questa discussione non ci sia stata“, ha aggiunto Conte. Che poi ha elencato alcuni dei punti a suo giudizio non discussi. Si va dal Superbonus per le imprese, al salario minimo legale, fino agli aiuti per le famiglie e il taglio del cuneo fiscale.

L’attacco a Draghi e agli alleati: “Lui sprezzante, da loro insulti”

Abbiamo visto dal premier Draghi indicazioni generiche, e su alcune misure un atteggiamento sprezzante. Questo ci dispiace molto, perché abbiamo ricevuto anche degli insulti“, è stato il duro attacco di Conte. Che poi se l’è presa anche con alcuni tra gli ormai ex alleati di governo: “Francamente anche dalle forze di centrodestra c’è stato un atteggiamento incomprensibile, in un momento così delicato. C’è stato un forte ostruzionismo e una deliberata volontà di cacciarci fuori dalla maggioranza“.

Siamo stati messi alla porta, per cui non c’erano le condizioni perché potesse proseguire in questo governo secondo un principio di leale collaborazione“, ha spiegato Conte. “Il Movimento 5 stelle non ha mai chiesto nulla per sé, ma solo per i cittadini“, ha proseguito. “Oggi bisognava avere indicazioni chiare, mentre abbiamo visto solo un atteggiamento sprezzante che non fa il bene del Paese“, ha detto ancora.

Redazione

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