POLITICA

Fornero-Salvini, ci eravamo tanto “odiati”: nove anni di litigi e accuse

Per gli appassionati di talk show politici era quasi diventato un appuntamento fisso. Una sorta di format nel format. Alla trasmissione “Di Martedì” di Giovanni Floris, soprattutto, ma anche in altre. Invitati della serata: l’ex ministra del Lavoro Elsa Fornero e il leader della Lega Matteo Salvini. Scintille in studio assicurate, senza nemmeno troppo sforzo.

È bastato circolasse la notizia della nomina di Elsa Fornero come consulente tecnica del “Consiglio d’indirizzo per la politica economica” istituito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Bruno Tabacci. Un gruppo di tecnici con il compito di supportare il governo sui temi economici. E i vecchi rancori sono riaffiorati immediatamente.

La Lega contro la riforma delle pensioni del governo Monti

Su Facebook non è mancato l’immediato commento di Matteo Salvini. “La Fornero scelta dal PD per occuparsi dei pensionati italiani? No grazie, la Lega non ci sta, la signora ha già fatto troppi danni”. Il leader della Lega non ha mai perdonato all’ex ministra del Lavoro la riforma delle pensioni del 2012.

Per anni gran parte della campagna elettorale della Lega si è basata sulla netta opposizione alla legge introdotta da Elsa Fornero, giudicata troppo aspra. E accusata di essersi dimenticata per strada tutta una fetta di lavoratori. Una delle prime misure di Salvini al governo fu proprio il superamento della legge Fornero, con l’introduzione di Quota 100 per favorire il pensionamento anticipato.

Cosa prevede la legge Fornero

In effetti, la riforma di Elsa Fornero è ricordata soprattutto per la questione “esodati”. A causa dell’innalzamento dell’età pensionabile senza gradualità a partire dal 2012, la nuova legge creò un limbo di circa 200mila persone, fuori dal mondo del lavoro ma ancora non in carico all’Inps.

Oltre a innalzare l’età pensionabile, la legge Fornero estendeva pro-rata il metodo contributivo a chi era stato escluso dalla precedente riforma Dini. E introduceva l’adeguamento all’aspettativa di vita a partire dal 2019 a cadenza biennale e non più triennale come in precedenza.

Ironia della sorte, con l’abolizione di Quota 100, nonostante Matteo Salvini sia al governo, dal primo gennaio 2022 si tornerà al regime pensionistico previsto dalla riforma Fornero. Si va in pensione a 67 anni di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 per le donne). E il limite ricomincia a salire con l’aspettativa di vita. Per Matteo Salvini, che l’ex ministra Fornero non abbia voce in capitolo nelle ipotesi di riforma del sistema pensionistico italiano, diventa dunque una bandiera irrinunciabile.

Redazione

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