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“Conoscenza, coraggio e umiltà. Ecco cosa serve per prendere buone decisioni“. Così Mario Draghi descriveva le buone qualità del “policy-maker”, colui che prende le decisioni per la collettività o la comunità, durante il discorso per il conferimento della laurea honoris causa in Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Era l’11 ottobre 2019, e quello fu il suo ultimo intervento prima di lasciare la presidenza della Bce.
Il presidente del Consiglio incaricato da Sergio Mattarella, pronunciò queste parole di fronte all’ateneo: “Vorrei oggi condividere con voi quelle che mi paiono caratteristiche frequenti nelle decisioni che consideriamo buone. Queste caratteristiche sono la conoscenza, il coraggio e l’umiltà“. Poi spiegò: “La lezione della storia è invece che le decisioni destinate ad avere un impatto duraturo e positivo sono basate sul lavoro di ricerca ben condotto, su fatti accuratamente accertati e sull’esperienza accumulata“.
Quindi una riflessione che torna di grande attualità nel panorama politico di oggi. “La competenza fondata sulla conoscenza è essenziale per capire la complessità. Nel nostro caso la complessità delle dinamiche economiche e sociali – disse Draghi –. Un esempio particolarmente significativo è costituito dal cambiamento climatico. È solo grazie al lavoro degli studiosi del clima che possiamo comprendere gli scenari che ci aspettano“.
“La conoscenza non è però tutto – ammonì poi Draghi –. Una volta stabilito nella misura del possibile come stanno i fatti, arriva il momento della decisione. Anche nel caso della politica economica, le azioni hanno sempre effetti collaterali e conseguenze indesiderate. Vi sono situazioni in cui anche le migliori analisi non danno quella certezza che rende una decisione facile. La tentazione di non decidere è frequente. È in questo momento che il policy-maker deve far leva sulla seconda di queste caratteristiche. Il coraggio“.
Quindi la conclusione: “La terza caratteristica è l’umiltà. Essa discende dalla consapevolezza che il potere e la responsabilità del servitore pubblico non sono illimitati, ma derivano dal mandato conferito che guida le sue decisioni e pone limiti alla sua azione“. Parole che trovano un senso tutto nuovo, ora che Draghi tenterà di ottenere la fiducia del Parlamento e formare un nuovo governo.
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