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Draghi detta l’agenda in Senato: le condizioni perché il Governo riparta

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C’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo. Non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di Governo“. Lo ha detto il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “Non votare la fiducia è un gesto politico chiaro, non è possibile ignorarlo. Equivale a ignorare il Parlamento, e non è possibile contenerlo perché vuol dire che ognuno può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo“. Anche per questo motivo ha di fatto proposto una nuova agenda di lavoro, alla quale pare legarsi la prosecuzione della sua esperienza di governo.

Draghi e le priorità su Pnrr, energia e indipendenza dalla Russia

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Dobbiamo procedere spediti con le riforme, che insieme agli investimenti sono il cuore del Pnrr“, ha quindi spiegato. Per poi entrare più nel merito: “La riforma del codice degli appalti punta a tempi rapidi per le opere pubbliche. Dobbiamo tenere le mafie lontane dal Pnrr“, ha poi aggiunto Draghi nelle comunicazioni al Senato. Standing ovation unanime nell’Aula del Senato quando il presidente del Consiglio ha ricordato i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, assassinati dalla mafia. Al lungo applauso, dopo una iniziale esitazione, si sono uniti anche i senatori del M5S, che fino ad allora mai avevano applaudito.

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Nel giro di un anno e mezzo azzereremo la dipendenza energetica dalla Russia. È un risultato che sembrava impensabile, che dà tranquillità per il futuro all’industria e alle famiglie. Che rafforza la nostra sicurezza nazionale, la nostra credibilità nel mondo“, ha proseguito Mario Draghi, presidente del Consiglio, nell’Aula del Senato. “Abbiamo accelerato, con semplificazioni profonde e massicci investimenti, sul fronte delle energie rinnovabili, per difendere l’ambiente, aumentare la nostra indipendenza energetica“, ha sottolineato. Quindi il rilancio su alcuni temi che dividono la maggioranza. “Dobbiamo accelerare sull’installazione dei rigassificatori a Piombino, entro la prossima primavera, e a Ravenna. È una questione di sicurezza nazionale. Non è possibile volere la sicurezza energetica per gli italiani e poi protestare per queste infrastrutture“, ha insistito il premier.

Armi all’Ucraina e reddito di cittadinanza: le risposte sui temi divisivi

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Il governo si identifica nell’Europa e nella Nato. La posizione è chiara e forte nel cuore dell’Ue, del G7 e della Nato. Bisogna sostenere l’Ucraina in ogni modo. Come ho ripetuto ieri al presidente ucraino Zelensky, armare l’Ucraina è l’unico per aiutare gli ucraini a difendersi“, ha aggiunto Draghi in Senato. Gli armamenti sono altro nodo cruciale, ma il Presidente del Consiglio è andato anche oltre: “Occorre continuare a impegnarci per cercare soluzioni negoziali, a partire dalla crisi del grano. E dobbiamo aumentare gli sforzi per combattere le interferenze della Russia e delle altre autocrazie nella nostra politica e nella nostra società. L’Italia è un Paese libero e democratico, davanti a chi vuole provare a sedurci col suo modello autoritario dobbiamo rispondere con la forza dei valori europei“.

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Non è mancato il riferimento a uno dei punti cruciali che Giuseppe Conte, a nome del M5s, aveva chiesto di affrontare. “Il reddito di cittadinanza è una misura importante. Ma può essere migliorato, per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro“, ha affermato. Il premier ha parlato anche della contrattazione collettiva, definita “uno dei punti di forza del nostro modello industriale“. Ha ricordato però che “non raggiunge ancora tutti i lavoratori“. E questo, invece, è tema caro per i sindacati.

Redazione

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