Il nuovo Dpcm arriverà il prossimo 15 gennaio e il Governo starebbe valutando nuove restrizioni e la proroga dello stato d’emergenza. Anche se al momento le nuove misure non sono ancora definite, l’indice Rt sembra essere ancora una volta l’elemento chiave che determinerà in quale fascia si collocheranno le diverse Regioni italiane.
Una delle nuove strette che potrebbero essere introdotte con il nuovo Dpcm riguarderebbe proprio l’indice Rt e l’incidenza dei casi sui singoli territori. Secondo quanto emerso, se l’incidenza dei casi dovesse essere superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatterebbe automaticamente la zona rossa.
Questa proposta, condivisa dal Cts, è stata portata all’attenzione del Governo dall’Istituto superiore di Sanità e dovrà essere concordata con tutte le Regioni.
Secondo l’ultimo monitoraggio effettuato, il Veneto, con un’incidenza attestata ieri di 454,31 casi ogni 100mila abitanti, sarebbe l’unica Regione ad andare automaticamente in zona rossa.
A rischio, oltre al Veneto: Emilia Romagna, provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Marche.
In base all’ultimo monitoraggio della cabina di regia, l’incidenza più bassa è stata registrata in Toscana, con 78,95 casi ogni 100mila abitanti.
“Ho firmato delle ordinanze che riportano in arancione un pezzo significati del nostro Paese e in Europa i dati della recrudescenza del virus sono molto significativi”, ha detto Roberto Speranza, ministro della Salute, durante il webinar “A me il braccio please. Vaccinare contro il Covid-19 gli operatori sanitari”.
Per il ministro Speranza bisogna continuare con i comportamenti corretti e tenere altissimo il livello di attenzione, perché “sono l’arma fondamentale per la nostra battaglia contro il virus ancora per qualche mese”.
In vista del nuovo Dpcm, il Governo starebbe studiando diverse misure, tra deroghe e nuove restrizioni. Infatti, potrebbe rimanere valida, per le Regioni arancioni, la possibilità per i cittadini di Comuni con massimo 5mila abitanti di spostarsi nel raggio di 30 chilometri, ad esclusione dei capoluoghi di provincia. Inoltre, rimarrebbe confermata la decisione di far chiudere, anche in zona gialla, ristoranti e bar alle 18, continuando a consentire asporto fino alle 22 e consegne a domicilio.
Una novità introdotta con il nuovo Dpcm potrebbe essere quella di avere i weekend arancioni, anche nelle zone gialle. Con questa misura saranno comunque consentiti gli spostamenti, senza autocertificazione, all’interno del Comune, e i negozi rimarranno aperti.
Saranno invece probabilmente confermate le chiusure di cinema, sale da concerto e teatri, palestre e piscine. Su quest’ultimo punto il ministro dello sport Vicenzo Spadafora si starebbe confrontando con il Cts per consentire almeno l’apertura degli impianti per le lezioni individuali.
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