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Di Maio inquadra il futuro: “Aprire Brennero e fondi Ue quanto prima”

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Conferenza stampa alla Farnesina per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in compagnia del collega austriaco Alexander Schallenberg ha inquadrato i rapporti tra i due Paesi: “Ringrazio il governo austriaco per il supporto in questi mesi drammatici. Non solo tramite l’invio di materiali sanitari, ma anche per lo spirito di collaborazione che ci ha permesso di portare a termine numerose operazioni di rimpatrio e di risolvere diverse problematiche riscontrate alle frontiere“.

Di Maio: il nodo del Brennero e il Recovery Fund

Ho ribadito al mio collega Schallenberg l’importanza di garantire la libera circolazione di uomini e mezzi al Brennero. Si tratta di uno snodo fondamentale per l’Italia, anche nell’ottica della normalizzazione dei flussi commerciali“, ha aggiunto Di Maio.

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Di Maio ha poi messo a fuoco la situazione dell’Italia per quanto riguarda i rapporti con l’Europa e i prossimi passi sulla questione del Recovery Fund. “Sulla proposta della Commissione rispetto al piano Next Generation Eu, è fondamentale discutere dei tempi. Di questi fondi avremo bisogno, e ne avremo bisogno il prima possibile. L’obiettivo dell’Italia è un piano ambizioso che guardi alle nuove generazioni europee e costruisca il futuro“.

Frontiere chiuse in Lombardia: la versione dell’Austria

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Il ministro Schallenberg ha invece trattato un tema piuttosto caldo: quello delle frontiere chiuse tra la sua Austria e la Lombardia. E a Di Maio e al resto d’Italia ha fornito alcune garanzie, accompagnandole però a un monito ben preciso: “Non appena i numeri ce lo consentiranno permetteremo di nuovo di viaggiare in Lombardia. Ma ricordiamoci che l’Europa non è ancora uscita da questa pandemia“.

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Infine Schallenberg ha sposato la linea del ministro Di Maio anche a proposito del Recovery Fund e della necessità che l’Europa operi unita: “Non si deve creare una divergenza fra quattro Stati e il resto d’Europa. I contribuenti netti sono generosi. L’intesa su prestiti e trasferimenti deve essere equilibrata. Dobbiamo evitare che l’Unione europea si trasformi in un’unione di trasferimenti“.

Andrea Corti

Nato a Roma nel 1978, dopo essersi dedicato al giornalismo scritto e ad aver pubblicato alcune biografie di personaggi dello sport come Zeman e Zanardi, ormai da anni è ‘sul campo’ con la telecamera in una mano e il microfono nell'altra. Dalle partite di calcio alle consultazioni per la formazione del governo, sempre con passione ed entusiasmo.

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