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“L’Italia è a fianco della Nato e crede nei valori atlantici. E crediamo che in questo momento una realtà importante come la Nato debba lavorare per l’unità. Debba evitare tensioni e parlare con una sola voce“. Così il ministro agli Esteri, Luigi Di Maio, dopo la ministeriale Nato.
Un’occasione in cui il titolare della Farnesina ha esposto in maniera chiara la posizione dell’Italia sul caso Navalny. E infatti sulla Russia Di Maio afferma: “Credo che in questo momento storico ci siano anche posizioni ferme da prendere. Il caso di Alexei Navalny in Russia è inaccettabile e ci auguriamo che possa essere scarcerato il prima possibile. Noi abbiamo di fronte un pericoloso momento legato alla tutela dei diritti umani, una pericolosa violazione dei diritti umani in diverse parti del mondo. Su cui serve fermezza“.
Domani Di Maio andrà in Libia con i ministri agli esteri di Francia e Germania. “L’Italia ancora una volta, la seconda in questa settimana, insieme ad altri Paesi europei ribadirà che l’Unione europea è pronta a collaborare con le istituzioni libiche – afferma il ministro –. Abbiamo obiettivi comuni, tra cui la rinascita economica, la ripartenza delle attività e il rilancio della tutela delle condizioni sociali dei cittadini libici. Ma dobbiamo anche dirci che la collaborazione con la Libia serve anche a fermare i flussi migratori“.
Di Maio si sofferma poi sull’attualità, e torna sull’emergenza Coronavirus. Sul tema il ministro è severo: “Per le vaccinazioni non possiamo più pensare che le case farmaceutiche facciano quello che vogliono. Come Unione europea e anche come singoli Stati membri dobbiamo far rispettare i contratti. Ieri abbiamo segnato in Italia il record di vaccinazioni giornaliere: 210 mila. Ma questi numeri devono raddoppiare per riuscire a permettere che in estate, entro agosto, tutti coloro che vogliono vaccinarsi lo abbiano fatto“.
“Credo che rispetto alla vaccinazioni non possiamo assolutamente arretrare, perché se ci sono le vaccinazioni riaprono le imprese, riaprono le attività e riaprono totalmente le scuole. Ma intanto che completiamo la campagna vaccinale, dopo Pasqua dobbiamo far ripartire subito le scuole primarie e le scuole dell’infanzia“, conclude Di Maio.
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