POLITICA

Smart working, decreto Brunetta: PA in ufficio dal 30 ottobre

La Pubblica amministrazione rientrerà in ufficio a partire dal 30 ottobre. È quanto deciso dal ministro Renato Brunetta, attraverso il decreto che disciplinerà le modalità di rientro in ufficio per gli statali. Questo arriva dopo il Dpcm della scorsa settimana che ha stabilito il ritorno in presenza per la pubblica amministrazione.

Per evitare assembramenti, inoltre, gli orari per le Pa saranno flessibili e, se necessario, sarà previsto in deroga dal contratto nazionale di lavoro lo smart working, che però diventerà un’eccezione.

Gli obiettivi del decreto del ministro Brunetta

L’obiettivo del decreto del ministro Brunetta è quello di “realizzare il superamento dell’utilizzo dello smart working emergenziale come una delle modalità ordinarie di svolgimento delle prestazioni lavorative della pubblica amministrazione“. Questo decorrerà dal 15 ottobre, nel rispetto delle norme per contrastare la diffusione di Covid-19.

Per tornare in presenza, le amministrazioni dovranno organizzare il rientro entro quindici giorni a partire dal prossimo 15 ottobre. Dovranno inoltre “assicurare, da subito, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e ricevimento degli utenti“. Ma anche dei “settori preposti alla erogazione dei servizi all’utenza, anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza“. Inoltre, come detto, per evitare assembramenti, saranno introdotte delle “fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e uscita“.

Smart working: cosa prevede il provvedimento

Con il decreto del ministro Brunetta lo smart working diventerà un’eccezione. Quindi, il lavoro agile, non sarà più considerato “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa“. Potrà però essere autorizzato, in casi eccezionali, ma non dovrà “pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti“.

La pubblica amministrazione, inoltre, secondo il provvedimento del ministro Brunetta, dovrà dotarsi di una “piattaforma digitale o di strumenti tecnologici idonei a garantire la più assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni che vengono trattata dal lavoratore nello svolgimento della prestazione in lavoro agile“.

Redazione

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