Davide Crippa, capogruppo alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle, non verrà ricandidato alle prossime elezioni politiche dal partito di Giuseppe Conte. Non solo in base al vincolo del doppio mandato dei pentastellati (è già al secondo). Ma anche perché ormai è diventato il nemico giurato numero uno dell’ex presidente del Consiglio. Nella giornata del 18 luglio, insieme al Partito Democratico, ha tentato il blitz durante la capigruppo cercando di invertire l’ordine delle comunicazioni di Mario Draghi in modo tale che se avesse parlato prima alla Camera e poi al Senato avrebbe potuto avere un’ampia maggioranza. Considerando che quasi tutti i governisti 5 Stelle in odore di scissione sono deputati e non senatori. Il blitz poi è fallito e Conte, non informato, è andato su tutte le furie.
Davide Crippa non è sicuramente un peones grillino. Nato a Novara l’11 aprile 1979, è entrato in Parlamento per la prima volta nel 2013 nelle fila del M5S, di cui diventa vice-capogruppo alla Camera. Alle elezioni politiche del 2018, ricandidatosi con i pentastellati, è stato rieletto a Montecitorio nel collegio plurinominale Piemonte 2. Nel giugno 2018, nel primo governo Conte I, è stato sottosegretario allo Sviluppo Economico con l’allora ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio. La sua figura nel M5S, dopo mesi di ombra, riemerge nel dicembre 2019 quando diventa capogruppo alla Camera. Da sempre schierato con il movimento No Tav, è firmatario di molti emendamenti sul taglio degli oneri in bolletta per contenere gli effetti degli aumenti di elettricità e gas.
Il confermato presidente dei deputati pentastellati si dice non abbia mai avuto un feeling particolare con Giuseppe Conte. L’ex capo del governo in più di un’occasione ha cercato di sostituirlo. Crippa sarebbe accusato dall’entourage di Conte di essere troppo vicino a Beppe Grillo. Con il quale conserva un filo diretto. Crippa è notoriamente contrario alla linea di rottura con il governo impressa da Conte. In queste ore in cui si parla molto di un suo possibile addio al Movimento, guidando un altro drappello di responsabili pronti a sostenere Draghi, Crippa si sarebbe opposto al rinnovo della consulenza affidata l’anno scorso dal gruppo Camera M5s a Rocco Casalino (spin doctor di Conte e dominus della comunicazione pentastellata) parallelamente a quello siglato dal giornalista con il M5S Senato. Il contratto sarebbe scaduto il 15 luglio.
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